mercoledì 21 gennaio 2009

Le Erbe di Luglio in Cucina

Luglio è il settimo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano . Il mese fu chiamato così in onore di Giulio Cesare, nato il 13 di questo mese. Anteriormente, nel calendario di Romolo, era chiamato Quintile.


LIMONE

Il Limone è il simbolo del calore e del sole mediterraneo.
Il Limone ha origini asiatiche e precisamente proviene dall'Estremo Oriente (India e Cina) dove fu trovato allo stato spontaneo. Conosciuto in Cina, in India e nelle civiltà mesopotamiche per le sue proprietà antisettiche, antireumatiche e tonificanti é considerato sacro nei paesi islamici. Esso veniva per lo più impiegato come antidoto contro i veleni, come astringente contro le forme dissenteriche ed emorragiche nonché per tenere lontano il demonio dalle case. Gli antichi Egizi lo utilizzavano per imbalsamare le mummie e spesso lo riponevano nelle tombe con datteri e fichi. I Greci lo importavano dalla Media e lo utilizzavano a scopo ornamentale e per profumare la biancheria e difenderla dalle tarme. Le prime chiare descrizioni dell'impiego del Limone a scopo terapeutico risalgono alle opere di Teofrasto, l'allievo di Aristotele, che viene considerato il fondatore della fitoterapia. Era costume degli Ellenici coltivare gli alberi di limone vicino agli ulivi per preservare questi ultimi da attacchi parassitari.
Anche Plinio parlò del Limone nei suoi trattati e lo prescrisse, tra l'altro, come antidoto verso diversi veleni. Sebbene si ritenesse che gli antichi Romani non conoscessero il frutto, nel 1951 una scoperta archeologica smentì questa diffusa opinione: nel corso di scavi effettuati a Pompei venne infatti alla luce una casa, denominata la “Casa del frutteto”, con degli affreschi alle pareti che ritraggono varie piante tra cui, appunto, il Limone; considerato che Pompei fu distrutta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e che Plinio il Vecchio lo aveva già menzionato prima della sua morte (durante quella stessa eruzione) all'interno della sua opera Naturalis Historia, è certo, dunque, che il Limone fosse trapiantato ed acclimatato in Campania nel primo secolo dopo Cristo, sia pure come frutto raro. Tra i Romani pare che l'imperatore Nerone ne fosse un assiduo consumatore, ossessionato come era dal presentimento di un suo possibile avvelenamento. In Occidente il Limone si diffuse intorno all'anno 1000 grazie agli Arabi che lo portarono in Sicilia. La prima descrizione del Limone, introdotto dall'India due secoli prima, apparve infatti in scritti arabi del dodicesimo secolo. Le origini del nome derivano dal persiano (Limu).
In Europa la prima vera coltivazione di Limoni venne impiantata a Genova a metà del quindicesimo secolo. Nel 1494 i Limoni comparvero nelle Azzorre, mentre in America il Limone e gli altri agrumi furono portati dagli Spagnoli e dai missionari dopo la scoperta di Cristoforo Colombo.
Nel XV secolo si scoprì che il succo di Limone curava e preveniva lo scorbuto, malattia diffusa tra i marinai che si cibavano per lunghi periodi solamente con farine, cibi conservati e altri alimenti privi di vitamina C. Con il tempo si appurò che lo scorbuto dipendeva dalla carenza massiccia e prolungata di vitamina C (acido ascorbico) presente nella frutta e nelle verdure fresche e ciò spiega anche perché si iniziò ad utilizzare i Limoni in grande quantità a bordo delle navi.
Fu tramite i viaggi per mare che il frutto venne introdotto anche nei paesi del Nord Europa. Le navi che arrivavano nel Mediterraneo si rifornivano di Limoni, pagandoli con merci pregiate o addirittura in oro. I frutti acquistati venivano rivenduti a prezzi altissimi nei paesi del Nord, dove il Limone era considerato un prodotto di gran lusso, ma sempre a prevalente scopo ornamentale e terapeutico. Solamente nel XVIII secolo il Limone cominciò ad essere usato in cucina per aromatizzare cibi e bevande.
Il Limone ha molteplici proprietà terapeutiche: antisettico, battericida, attivatore dei globuli bianchi (difese immunitarie), rinfrescante, febbrifugo, tonico del sistema nervoso e simpatico, tonico cardiaco, disintossicante, diuretico, antireumatico, antigottoso, antiatritico, calmante, antiacido gastrico, antisclerotico (contro la senescenza), antiscorbutico, antivelenoso, fluidificante sanguigno, ipotensore (abbassa la pressione troppo alta), depurativo, remineralizzante, antianemico, stimolatore gastro-epatico-pancreatico, emostatico, carminativo (aiuta ad espellere i gas in eccesso), vermifugo, antipruriginoso, alcalinizzante, inoltre da recenti studi americani e svedesi è emerso che, se assunto regolarmente e nelle dosi giuste, il limone potrebbe svolgere anche un'azione preventiva contro il tumore all'intestino, allo stomaco e al pancreas.
Se al mattino vi sentite stanchi e avete bisogno della carica giusta per affrontare la giornata, il frullato che vi proponiamo vi assicurerà un tonico ed energetico inIzio di giornata!

FRULLATO ENERGETICO AL LIMONE

125 ml di succo di limone fresco o LIMMI
1/2 uovo
25 ml di latte
1 cucchiaio di zucchero
1/2 cucchiaio di miele chiaro
cornflakes per guarnire
Frullate tutti gli ingredienti, eccetto i cornflakes, ad alta velocità, fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo. Versate nel bicchiere e guarnite con i cornflakes.


GIRASOLE

Il Girasole è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Lavynyes, con una grande infiorescenza a capolino. Il fusto può arrivare a 3 metri di altezza, mentre il diametro del capolino può raggiungere i 30 cm.
Il nome comune italiano deriva dal fatto che il capolino ruota durante la giornata in direzione del sole, comportamento noto come eliotropismo.
Il Girasole è originario delle Americhe dove fu coltivato fin dal 1000 a.C.. Francisco Pizzaro scoprì che gli Incas consideravano il Girasole l'immagine del loro dio del sole. All'inizio del XVI secolo furono portati in Europa sia riproduzioni in oro del fiore, sia semi dello stesso. Heliantus è invece il nome greco del girasole.
Nella mitologia greca si racconta di come una ragazza di nome Clizia si fosse innamorata del dio del sole Apollo e non facesse altro che guardare il suo carro volare del cielo. Nove giorni dopo venne però trasformata in un girasole. Per questo motivo la parola girasole esisteva già molto tempo prima che l'"Heliantus annuus" venisse portato in Europa ed è evidente che il mito sopraccitato (menzionato ne Le Metamorfosi di Ovidio) si riferisca più propriamente all'eliotropio.
I semi di Girasole sono piccoli, saporiti, salutari e molto calorici, anche se con le loro 557 kcal per 100 g , sono i più light, se cosi possiamo dire, di qualsiasi altro seme oleoso. Nei semi di girasole troviamo anche tante proteine (20-28%) e carboidrati (23,5%).
Quello che distingue i semi di Girasole da altri alimenti dello stesso gruppo è il ricchissimo patrimonio vitaminico, uno dei più elevati del mondo vegetale. In particolare nei semi di girasole troviamo la rarissima vitamina B12 (4 mcg), pressoché assente negli altri alimenti di origine vegetale, e un contenuto record di vitamina B1 (1,36-2,2 mg), il più elevato in assoluto tra tutti gli alimenti.
Buoni anche i valori di vitamina A (40 mcg), D (22 mcg), E (31 mg) e PP (3,3 mg). I semi di girasole si distinguono anche per il ricco tenore di sali minerali inferiore solo a quello del sesamo. Numerose ricerche hanno evidenziato nei semi di girasole una cospicua presenza di acido clorogenico,che svolge anche una preziosa azione di protezione dell’organismo come antibatterico e antinfettivo.

PANE AI SEMI DI GIRASOLE

450 gr. acqua tiepida
1 cucchiaino di sale fino
250 gr. farina tipo 0
200 gr. farina grano duro
50 gr. farina Manitoba
1 cucchiaino di malto di riso senza glutine
20 gr. olio di semi di girasole
1/2 cubetto scarso di lievito sciolto in poca acqua presa dal totale a cui si aggiungerà lo zucchero
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiai di semi di girasole + 1 per decorare
Unite gli ingredienti seguendo l'ordine indicato: se avete la macchina del pane, fate il programma impasta e lievita , poi fate i panetti e rimetteteli a lievitare per una mezzora, sennò in alternativa potete semplicemente impastare una decina di minuti continuativi e poi dare le forme desiderate. Infarinandosi le mani fate 4 panini tondi, spennellate con olio di semi di girasole, incidete una croce sulla superficie per favorire la lievitazione e cospargete con i semi di girasole. Mettete a lievitare in forno preriscaldato a 50° e poi spento per un'ora e poi cuocete a 200° per 30 minuti, possibilmente mettendo una ciotola termoresistente in forno.

CALENDULA

La Calendula appartiene al genere delle Asteraceae, originario dell'Europa, Nord Africa e Asia mediorientale, comprende oltre 20 specie erbacee annuali o perenni, alte fino a 60-70 cm, la più conosciuta è la Calendula officinalis nota volgarmente col nome di Calendola o Fiorrancio pianta erbacea annuale, pubescente, con fusto angoloso, foglie oblunghe, tenere, di colore verde chiaro, fiori simili a grandi margherite riuniti in capolini terminali di colore giallo-arancio brillante, a centro purpureo, con fioritura dall'estate fino ai primi geli, con numerosi ibridi e varietà nane dai fiori molto grandi e vivacemente colorati.
La mitologia racconta che la Calendula sia sbocciata da una ragazza bellissima di nome Calta la quale, innamoratasi del Sole, si perse inseguendolo.
L'uso dei suoi fiori in ambito medicamentoso, in particolare della Calendula officinalis, ha effetti antispasmodici e cicatrizzanti. Il decotto prodotto con circa 50 gr. di fiori essiccati per litro d'acqua, è consigliato contro l'ulcera gastrica; ha inoltre effetti sudoripari e preventivo/attenuanti dei dolori mestruali. Per il ciclo mestruale ha anche un effetto attenuante del flusso e regolarizzante. Viene a volte utilizzata all'interno di prodotti antistaminici per le allergie causate dalla polvere e dagli acari.
In dermocosmesi viene prodotta una crema con la polvere ottenuta dai fiori secchi, avente effetti di contrasto per l'acne e per le macchie della pelle. I fiori secchi, lasciati in sospensione all'interno di una bottiglia di olio d'oliva (50 gr. per mezzo litro) consentono di ottenere un olio da uso esterno risolutivo per bruciature e ustioni. Grazie alle sue proprietà disinfettanti e di contrasto alle infiammazioni viene utilizzata in esterno per impacchi e spesso sfruttata come ingrediente per i detergenti intimi.

RISO ALLA CALENDULA
400 gr. di riso
1 cipolla
30 gr. di petali di calendula
150 gr. di champignons
80 gr. di burro
brodo q.b.
60 gr. di parmigiano
sale
pepe
In una padella fate soffriggere, con la metà del burro, la cipolla finemente tritata, unite il riso mescolando perché prenda sapore. Versate un mestolo di brodo caldo, quindi aggiungete i fiori di calendula precedentemente pestati fino a ridurli come un battutino. Unite anche gli champignons puliti, lavati e tagliati a fettine sottili. Portate a cottura il risotto unendo il brodo a mano a mano che viene assorbito. Prima di servire amalgamate col restante burro e il parmigiano grattugiato, mescolate delicatamente e portate in tavola

Fonti:
www.limmi.it
http://ricettevini.blogspot.com
it.wikipedia.it
http://www.benessereblog.it
La Febbre delle Erbe di Giulia Butti e Giorgio Cajati edizione ALEC (Milano)

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