mercoledì 21 gennaio 2009

Le Erbe di Marzo in Cucina

E’ Primavera e Madre Terra si risveglia e ci dona meravigliosi ed innumerevoli doni: ci colma di beni che possono nutrirci, sfamarci e rinnovarci come in questo meraviglioso momento dell’anno c’invita a fare.
Nelle epoche passate, in cui l’uomo aveva ancora la capacità di sentire la voce della Terra e d’ascoltarla, questo era il periodo in cui i nostri predecessori raccoglievano dai campi incolti le numerose specie d’erbe spontanee cariche di energia.
Innumerevoli sono i benefici di oltre 250.000 specie botaniche che vivono sulla Terra e di cui conosciamo soltanto il 15% e che attualmente noi, per ignoranza, cataloghiamo come “erbacce”.
Tornando alle nostre origini, tornando alla fonte, ci renderemo conto che non sono “erbacce” ma il “cibo degli dei”.
I vegetali, a differenza di tutti gli esseri viventi che appartengono al regno animale, sono autotrofi in pratica si “autonutrono”: basta che dispongano d’acqua, sostanze minerali, ossigeno, anidride carbonica e luce solare come fonte di energia, perché possano sopravvivere e perfino prosperare, senza dipendere in alcun modo da altri organismi. In particolare, introdurre nell’alimentazione le piante spontanee porta benefici, sia per l’uomo sia per Madre Terra:

non hanno costo monetario;
non sono manipolate geneticamente, come succede invece per molti ortaggi coltivati in un agricoltura che guarda solo al profitto;
sono alla portata di tutti;
ci riavvicinano a Madre Terra

La Natura ci richiama a se, c’invita a riscoprire questo cibo “primitivo” offrendoci in questo periodo tre piante facilmente riconoscibili anche a chi ha poca dimestichezza con il regno vegetale: il tarassaco, l’ortica e la primula


IL TARASSACO

Il Tarassaco o Dente di Leone è il fiore giallo dei prati, di Lui s’utilizzano foglie, radici e i fiori; ha proprietà diuretiche, lassative e depurative. La sua azione caratteristica è stimolare la cistifellea e viene consigliato nei disturbi epato-biliari e nei disturbi renali.
Il Tarassaco può essere gustato in molti modi, ecco una ricetta dal successo assicurato.

CREPES AI FIORI DI TARASSACO

30 fiori di Tarassaco
2 Noci di Burro
Sale
2 Uova
1 bicchiere di latte
Rum o Grappa
Zucchero

Utilizzate solo i petali gialli dei fiori, tritateli grossolanamente con la mezzaluna, impastateli con un poco di burro ammorbidito, un cucchiaio di liquore e un pizzico di sale. Mescolate in una ciotola le uova con la farina, il latte, un cucchiaio di rum o grappa, 2 cucchiai di zucchero, un pizzico di sale e una noce di burro fuso. Fate riposare un’ora e poi preparate delle piccole crepes sottili versando l’impasto a cucchiaiate in una piccola padella antiaderente. Distribuite il composto di fiori sulle crepes, arrotolatele, disponetele in una teglia imburrata e infornatele per 10 minuti e servitele calde cosparse di zucchero.


L’ORTICA

L’ortica è senz’altro la più nota tra le erbe spontanee, s’utilizzano le radici, le foglie, gli steli ed anche i semi, pochi sanno che in Lei sono racchiuse preziose proprietà terapeutiche, è ricca delle vitamine A e C, magnesio, fosforo, potassio, calcio rame e soprattutto ferro. L’ortica aiuta ad abbassare la glicemia e la pressione, cura l’anemia e nei casi di flusso mestruale eccessivo, inoltre ha un elevato contenuto di proteine che la rendono, come la soia, una valida sostituta della carne.
Molteplici sono i modi per consumarla e la ricetta, qui di seguito riportata, ho scoperto era molto comune nella civiltà contadina del passato.

ZUPPA DI ORTICHE

300 grammi di cime d’ortica
½ tazza di lenticchie di montagna
2 patate
1 cipolla
2 foglie d’alloro
1 litro d’acqua
alcune fette di pane raffermo
olio extravergine d’oliva
sale
Lasciare a mollo per almeno 8 ore le lenticchie in una ciotola colma d’acqua. Pelate e sminuzzate finemente la cipolla. Rosolate in una casseruola la cipolla in poco olio con un pizzico di sale. Unite al soffritto le patate a dadini e poi le lenticchie scolate dell’acqua d’ammollo. Versate nelle verdure circa un litro e mezzo d’acqua e raggiunto il bollore, fate cuocere la minestra per una quindicina di minuti a fuoco lento con l’alloro. Infine aggiungete le foglie d’ortica. Salate. A parte abbrustolite le fette di pane. Servite la zuppa con le fette di pane tostate, condite con un filo d’olio extravergine d’oliva.


LA PRIMULA

Nell’antichità la Primula era chiamata “Erba dei Paralitici” per la sua azione equilibratrice del sistema nervoso e forse per lo stesso motivo veniva classificata tra le “Erbe della Luna”, capace d’assicurare sonni tranquilli e sogni veritieri a chi la portava addosso o a chi la mangiava. Veniva anche utilizzata per aromatizzare il vino e profumare le pietanze. La Primula è ricca di vitamina C, infatti è un ottimo rimedio contro il catarro bronchiale e tutti i sintomi influenzali, inoltre ha anche proprietà diuretiche e lassative.
Ci sono 46 tipi diversi di Primula e quella più diffusa ha i fiori giallo pallido e trova il suo habitat ideale in prossimità di fossati, rocce e soprattutto terreni boschivi.
Della Primula s’utilizzano soprattutto le foglie ed i fiori. In particolare i fiori s’apprestano ad essere perfetti per la preparazione di dolci.

TORTA ALLE PRIMULE

150 grammi di biscotti secchi (tipo novellini o gallette)
50 corolle di Primule private del calice
400 grammi di panna
100 grammi di zucchero
4 tuorli d’uovo
2 cucchiai di fiori d’arancio
sale
Sbriciolare i biscotti secchi e pestarli insieme alle corolle di primule. Montare la panna e aggiungerla al composto. Salare leggermente, porre sul fuoco e portare lentamente ad ebollizione, mescolando, poi spegnere e lasciar raffreddare. Unire, uno alla volta, i tuorli d'uovo, mescolando bene; aggiungere lo zucchero e i cucchiai d’acqua di fiori d'arancio. Versare il composto in uno stampo imburrato e mettere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti. Toglierlo dal forno e farlo raffreddare, infine sformarlo su un piatto da portata. Guarnire con ciuffetti di panna sulla superficie e con fiorellini di primula tutt'intorno e servire.
Questi piccoli spunti, possono essere dei passi importanti per cambiare radicalmente la nostra alimentazione ed il nostro legame con la Natura e sono sicura che Madre Terra per questo nostro piccolo impegno ci colmerà della Sua gratitudine.



FONTI

Cristina Michieli, PIANTE SPONTANEE IN CUCINA, Editrice Aam Terra Nuova, Firenze 2007
AA.VV., ERBE, ERBETTE E DOLCI FRUTTI DI CAMPI E BOSCHI, Mulino Don Chisciotte, San Giovanni Lupatoto (VR), 2007
Frate Indovino, IL NUOVO SEGRETO DELLA SALUTE, Edizioni Frate Indovino, Perugia,
Luigi Mondo – Stefania Del Principe, ERBARIO CLASSICO, Edizioni Gribaudo, Colognola ai Colli (VR), 2003
http://www.operagastro.com/ricette/fiori/primula.htm

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