sabato 28 febbraio 2009

La Spiritualità dei Popoli Nativi Americani non é in vendita

La mia carissima amica Simona mi ha fatto conoscere l'interessante sito www.nativiamericani.it creato da Alessandro Profeti.
Ho deciso qui di riportare un articolo molto interessante sulla sacralità della spiritualità dei Nativi Americani su cui negli ultimi decenni ne é stato fatto commercio improprio e senza rispetto. Per vissuti personali Io mi sento molto legata ai Nativi Americani e divulgare informazioni corrette é il mio personale modo per onorare la loro unicità.

Il problema dell’espropriazione indebita della Spiritualità degli Indiani d’America ad opera di sedicenti sciamani che si auto-proclamano tali non è nuovo, ma questo fenomeno, a cui la New Age ha dato nuovo impulso, sta assumendo oggi livelli preoccupanti tali da meritare l’attenzione di tutti noi appassionati della cultura di questi popoli, e tali da mettere le Nazioni Indiane in condizioni di doversi proteggere da questi personaggi che girano in America e in Europa offrendo la possibilità di partecipare a cerimonie Indiane dietro lauto compenso. La posta in gioco è la sopravvivenza dell’Identità culturale dei Nativi Americani stessi, preoccupati di non poter consegnare, alle loro future generazioni, le proprie tradizioni spirituali senza che queste siano ridicolizzate e peggio ancora annullate da questi truffatori. Il dibattito su come fronteggiare questo problema è tra le Nazioni indiane ancora in corso ed ha preso nuovo vigore in seguito alla Proclamazione del Capo Lakota Arvol Looking Horse, che con il suo Proclama sulla Protezione delle Cerimonie Sacre, diffuso al seguito di una riunione tra i rappresentanti delle varie Nazioni Indiane, ha riportato l’attenzione sulla necessità impellente di salvaguardare i rituali spirituali dall’invadenza dei non-indiani, pronti a pagare qualsiasi cifra pur di partecipare a questi rituali, tra cui la Sun Dance e le Inipi (capanne sudatorie). Scrive Arvol Looking Horse nel suo proclama:
" la discussione ha riguardato le molestie occorse durante le cl'indecente scimmiottatura, il miscuglio con le credenze new age, le richieste di pagamento per le cerimonie e le morti, tutte cose mai uditprima nella storia del nostro antico cerimoniale..." e ancora: "E' stato deciso, dal 9 Marzo 2003 in avanti, che non ci saranno non Nativi ammessi al nostro sacro Hocoka (i nostri sacri altari) quando si tratta dei Sette Riti Sacri. L'unica protezione con questa decisione nella legge del Governo è che solamente i membri iscritti possono portare una piuma d'aquila…Il nostro proposper la Danza del Sole è la sopravvivenza per le generazioni a venire, per prima cosa. Se i non Nativi comprendono veramente questo proposito, capiranno anche questa decisione e sapranno che il loro allontanamento da questo Hocoka (il nostro altare sacro) è il loro contributo sincero alla sopravvivenza delle nostre generazioni future…Non dovrebbe essere consentito di apporre un prezzo per partecipare a qualsiasi nostra Sacra Cerimonia…"
Racconta ancora Arvol in una intervista:
"..Quando questi Anziani sono venuti a parlarmi degli abusi, avevano gli occhi pieni di lacrime, e ciò ha reso il mio cuore pesante. Abbiamo bisogno di riportare la protezione e la guarigione alla nostra gente. Se non salveremo queste usanze, allora moriremo come Nazione su questa terra…Sento che questo è il nostro modo di restituire onore alle nostre usanze. Non solo per la nostra Nazione, ma per servire da esempio alle altre Nazioni, perché trovino la vera preghiera che è stata loro destinata. Non si possono mischiare le nostre usanze con altre cose, altre energie, altrimenti si arriverà alla corruzione e all'inganno… Non è bene quando la gente inganna altra gente, chiedendo denaro in cambio delle nostre cerimonie".
Sono molti i Nativi Americani che supportano la necessità di proteggere il proprio patrimonio culturale, e anche se alcuni di essi temono l’isolamento culturale sono sempre più coloro che si alzano in piedi per ribadire che occorre fare qualcosa.
Charmaine White Face, Lakota Oglala: "Perché la necessità di un proclama? Perché in più di 100 anni di assimilazione forzata (lavaggio del cervello) della gente Lakota, Dakota e Nakota, le nostre tradizioni di preghiera e di conduzione delle cerimonie sono state sconsacrate, contaminate, profanate, usate impropriamente e abusate…Quando ero molto più giovane, ho sentito anziani parlare di un tempo quando non-indiani venivano dal popolo indigeno dicendo "Vi insegneremo come pregare" . E ricordo la tristezza nelle loro voci quando continuavano dicendo "Essi hanno preso tutto e ora vogliono il nostro modo di pregare"…Arvol Looking Horse ha richiesto un ritorno alle vecchie tradizioni Lakota, Dakota e Nakota relativamente al rispetto per la Pipa e le cerimonie. Non è chiedere tanto. Sarà doloroso. Ma da quando un Lakota, un Dakota o un Nakota non ha da affrontare il dolore? Richiederà grande sforzo da parte di molte persone. Dopo tutto, è stato grande sforzo di molta gente operare la profanazione che ci ha condotto a questo punto. Guardate sotto un altro punto di vista solo un aspetto: quanti bambini sono morti nelle scuole perché hanno parlato la lingua Lakota? Ancora oggi, quanti adulti moriranno perché Arvol ha detto che solo la gente Lakota in grado di parlare la lingua può partecipare ad una capanna di sudore? Nella Chiesa Cattolica, a quante donne è concesso condurre la Messa? Nelle sinagoghe ebree, a quanti non ebrei è permesso di cantare e recitare le preghiere in sinagoga? Solo perché apparteniamo al popolo Lakota, Dakota e Nakota, vuol dire che non deve esserci rispetto per le nostre cerimonie? Solo perché apparteniamo al popolo Lakota, Dakota e Nakota, significa che la persona scelta dal Creatore per avere cura del nostro Sacro Sentiero non può dirci quello che abbiamo bisogno di fare? Non crediamo alla Guida Spirituale che ci è stata inviata? Dov’è il rispetto? In questi tempi di tumulto nel mondo è tempo che il rispetto ritorni alla Pipa e ai nostri Sacri Sentieri di vita. Il proclama di Arvol ha causato dolore, ma la cosa più importante è che sta causando profonda opinione, preghiera e meditazione. Solo del buono può venire fuori da questo. Solo del buono può venire fuori avendo rispetto per il Sacro Sentiero.
Richard L. Allen, Cherokee Nation of Oklahoma: "…La Nazione Cherokee è oppressa da questi ciarlatani che fraudolentemente asseriscono di essere sciamani, guide spirituali o discendenti di una principessa Cherokee. Tali individui fanno tali affermazioni senza aver mai vissuto in una Comunità Cherokee… Gli uomini medicina e guide spirituali Cherokee sono noti ai Cherokee, e non praticano la medicina per un compenso, né vendono lezioni "sciamaniche" a nessuno. Non pubblicizzano i loro servigi attraverso alcuna forma di media e certamente non su internet. I tradizionali guaritori e guide spirituali Cherokee forniscono i loro servigi ai Cherokee… La medicina e le pratiche spirituali Cherokee non includono tarocchi, lettura della mano, letture psichiche o cerimonie sweat-lodge…Si potrebbe supporre che chiunque asserisca di essere uno "sciamano, guaritore, o portatori di pipa" Cherokee sia equivalente a un moderno day medicine show e venditore di olio di serpente".

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