giovedì 19 marzo 2009

La Festa del Papà... Vino a Volontà!

Quest'anno per la festa del papà, Io e Monica, come al solito siamo andate a colpo sicuro ed abbiamo regalato al Signor Rino una bottiglia di buon vino rosso e quest'anno abbiamo scelto il Cianorie



Il Cianorie é un antico vitigno a bacca nera di origine friulana, viene chiamato anche Canore, Canorie, Cjanorie o Vinosa e deriva il suo nome da “cjane”, che in friulano significa “canna”. E’ una varietà molto fertile, che esige potature lunghe ed esposizioni soleggiate, dimostrando una buona resistenza alle crittogame. Il vino che se ne ricava ha colore scarico, profumi neutri, corpo leggero e gusto asciutto abbinandosi bene a: paste al pomodoro, minestre d’orzo e fagioli, carni bianche, salumi, formaggi.
Un tempo coltivato un po’ dappertutto in Friuli e poi caduto in disuso nel corso dei tempi é ora di nuovo presente grazie al lavoro e all'amore dell'azienda vitivinicola Emilio Bulfon .
L' azienda vitivinicola Emilio Bulfon si trova nell' area pedemontana della provincia di Pordenone, nel territorio che comprende i comuni di Castelnovo del Friuli e Pinzano al Tagliamento. Si estende su una superficie in parte collinare, costituita da 15,90 ettari di cui 9 coltivati a vigneto esclusivamente di varietà autoctone friulane recuperate. Antichi vitigni che, fino a una terntina d' anni fa', sembravano scomparsi, fagocitati dai rovi e dall' incuria degli uomini, in un territorio storicamente vocato alla viticoltura, ma che la passione di Emilio Bulfon ha fatto rinascere a nuova vita e che con cura e tanto rispetto come si trattasse di reperti archeologici, ha individuato, selezionato e rimpiantato, con la collaborazione dello studioso Antonio Calò, direttore dell' Istituto Sperimentale di Conegliano e di Ruggero Forti, esperto ampelografo.
Nel 1987, l' Amministratore provinciale di Pordenone, riconoscendo il lavoro di recupero e valorizzazione compiuto da Emilio Bulfon, gli ha conferito la medaglia d' oro e, dopo aver avviato in una delle sue aziende agricole l' impianto sperimentale di ventiquattro vitigni autoctoni friulani, ha promosso con il contributo del Comitato iniziative agricole della Fiera di Pordenone e dell' Istituto di Enologia di Conegliano, la pubblicazione di carattere storico e scientifico "Dalle colline spilimberghesi nuove viti e nuovi vini", a cura di E. Bulfon - R. Forti - G. Zuliani (pp.83), in cui sono state presentate per la prima volta le schede ampelografiche dei singoli vitigni. Nel 1991 l' allora Ministero dell' Agricoltura e delle Foreste ha incluso (con decreto del 6 maggio) nel Catalogo nazionale delle viti le varietà Forgiarin, Piculit-Neri, Sciaglìn, Ucelùt. Recentemente nel 2006 anche le varietà Cividin e Cjanorie sono state inserite nel medesimo catalogo. L' azienda Bulfon, a carattere familiare, cerca di coniugare lo spirito imprenditoriale e le moderne tecnologie vitivinicole con la conservazione delle antiche tradizioni locali e della cultura rurale friulana. I vini di alta qualità ora girano il mondo, vengono commercializzati in Italia e all' estero e rappresentano una produzione di nicchia ricercata, in tempi di sempre più accelerata e generale omologazione dei prodotti enogastronomici.
L' inconfondibile etichetta, ideata dallo stesso Bulfon in diverse varianti cromatiche a seconda del tipo di vino, trae spunto da un particolare di un affresco medievale raffigurante l' Ultima Cena dipinto nella trecentesca Chiesa di Santa Maria dei Battuti di Valeriano.

4 commenti:

  1. Grazie Mirtilla!!! Ho fatto un giretto sul tuo blog: BELLISSIMO!!! Poi la musica che hai messo mette allegria!!! :-D

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  2. che bella dritta, grazie, adoro il buon vino, rosso poi.. ^^

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  3. Grazie! Sai anch'io sono un'amante del vino rosso soprattutto insieme a gnocco fritto, prosciutto crudo!!! ;-D

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