giovedì 12 marzo 2009

Le Spezie di Marzo

Marzo: la Natura si risveglia e così anche il nostro corpo rinasce.
In questo momento particolarmente delicato, ma che racchiude in se una grande forza rigeneratrice. possiamo aiutare il nostro organismo a rinnovarsi riscoprendo l’antico potere delle spezie.



CUMINO

Il Cumino è una spezia molto conosciuta e impiegata, in cucina soprattutto, un po’ ovunque. Gli Orientali fin dai tempi più antichi usano il Cumino per la preparazione del curry, ma anche in Occidente il suo utilizzo è remoto, infatti nel Medioevo erano già note le sue virtù terapeutiche e le sue qualità aromatiche. In Germania il Cumino sta a base del noto liquore "Kummel", ottenuto dalla sua distillazione, ma questa pianta aromatica viene utilizzata in molti altri modi, sia per la preparazione di dolci e bevande che per insaporire pane, formaggio e le verdure in genere. L'unica avvertenza riguarda il suo olio, che per l'uomo può rivelarsi tossico.
Il Cumino è un'ombrellifera, quindi è facile confonderlo con le altre piante della stessa famiglia, specie con la carota selvatica, da cui comunque differisce per l'odore. Il Carum Carvi, secondo il suo nome latino, cresce sulle colline e sulle montagne delle Alpi e dell'Appennino, ma è anche coltivato. Ha fiori bianchi o rosa che sbocciano in estate a forma di ombrelle.
E' utile soprattutto per combattere i disturbi digestivi e il meteorismo, ma anche la tosse, le coliche, la flautolenza ed i dolori mestruali. Il Cumino favorisce l'assimilazione del cibo, per cui è consigliabile in caso di carenza alimentare e debolezza. Le parti usate a scopo terapeutico sono principalmente i frutti.
Nell’acqua del bagno si usano i frutti in bagni tonificanti e stimolanti.


PEPERONCINO




Attraverso reperti archeologici sappiamo che già nel 5500 a.C. era conosciuto in Messico, presente in quelle zone come pianta coltivata, ed era la sola spezia usata dagli indiani del Perù del Messico. In Europa il peperoncino è arrivato con Cristoforo Colombo che l'ha portato dalle Americhe col suo secondo viaggio, nel 1493. Dato che sbarcò in un'isola caraibica, molto probabilmente ha incontrato la specie Capsicum chinense, delle varietà Scotch Bonnet o Habanero, le più diffuse nelle isole.
Introdotto quindi in Europa dagli Spagnoli, ebbe un immediato successo, ma i guadagni che la Spagna si aspettava dal commercio di tale frutto (come quello di altre spezie orientali) furono deludenti, poiché il peperoncino si acclimatò benissimo nel vecchio continente, diffondendosi in tutte le regioni meridionali, in Africa ed in Asia, e venne così adottato come spezia anche da quella parte della popolazione che non poteva permettersi l'acquisto di cannella, noce moscata ecc.
Il frutto venne chiamato peperone a causa della somiglianza nel gusto (sebbene non nell'aspetto), con il pepe, Piper in latino. Il nome con il quale era chiamato nel nuovo mondo in lingua nahuatl era chilli o xilli, e tale è rimasto sostanzialmente nella lingua inglese (chili) e in alcuni nomi di varietà, come il chiltepin (C. annuum var. aviculare), derivato dal nauhatl chilitecpintl o peperoncino pulce, per le dimensioni e il gusto ferocemente piccante. Il chiltepin è ritenuto l'antenato di tutte le altre specie. Nei paesi del Sudamerica di lingua spagnola e portoghese, invece, viene comunemente chiamato ají, modernizzazione dell'antillano asci. La parola in lingua quechua per i peperoncini è uchu, come nel nome usato per il rocoto dagli Inca: rócot uchu, peperoncino spesso, polposo.
Il peperoncino favorisce la circolazione sanguina, aiuta la digestione ed è terapeutico per i geloni ed i reumatismi.


CORIANDOLO


Il coriandolo (Coriandrum sativum,), a volte chiamato anche con il nome spagnolo cilantro, è una pianta erbacea originaria dei paesi del Mar Mediterraneo della famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae). I frutti sono aromatici e i fiori bianchi e a ciuffi simili a un ombrello. Conosciuto anche come prezzemolo cinese, il coriandolo appartiene alla stessa famiglia del cumino, dell'aneto, del finocchio e naturalmente del prezzemolo. Coriandrum è una parola latina citata nelle opere di Plinio, che ha le sue radici nella parola greca corys (cimice) seguita dal suffisso -ander (somigliante), in riferimento alla supposta somiglianza dell'odore emanato spremendo o sfregando le foglie.
Le foglie e i semi sono utilizzati nella cucina indiana e latino americana, anticamente anche in Europa pur essendo l'impiego attualmente caduto in disuso.
Questa comune pianta viene dall'Oriente, e trovò impiego fin nell'antichità come pianta aromatica e medicinale; in alcune tombe egizie viene raffigurato come offerta. I Romani lo usarono moltissimo ed Apicio ne fa la base di un condimento chiamato appunto "Coriandratum". Secondo Plinio se si mettono alcuni semi di coriandolo sotto il cuscino al levar del sole si poteva far sparire il mal di testa e prevenire la febbre. Dai semi rivestiti di zucchero prendono nome i coriandoli di Carnevale in un secondo momento pallottoline di gesso, ora dischetti di carta multicolori.
Il coriandolo può essere usato come infuso contro i dolori di stomaco e le emicranie, aiuta la digestione e ha una funzione antidiarroica.
Un’ottima ricetta che racchiude fra i suoi ingredienti queste preziose spezie è la seguente:


TABULE’ MEDITERRANEO (per 6 persone)
250 grammi di cuscus precotto
300 grammi di pomodori sodi e maturi
4 cipollotti freschi
3 peperoni verdi
1 cetriolo
1 scatola di ceci cotti o mais
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1 presa di cumino in polvere
prezzemolo tritato
menta tritata
peperoncino a piacere
succo di 1 limone
olio extravergine d’oliva
3 uova sode
sale
Versare la semola in una insalatiera di ceramica. Insaporire con il coriandolo e il cumino. In una casseruola portare a bollore mezzo litro di acqua salata. Versare l’acqua bollente sul cuscus, partendo dall’esterno, in modo che la semola si imbeva. Coprire il recipiente con un coperchio ed un panno e lasciare riposare per un’ora almeno. Preparare intanto le verdure. Sbucciare i pomodori e tagliarli a dadini. Lavare e sgocciolare bene i cipollotti quindi tritarli, compresa la parte tenera del verde. Mondare i peperoni, lavarli e tagliarli a filetti. Affettare sottilmente il cetriolo, salarlo per eliminare l’acqua di vegetazione. Strizzarlo e unirlo alle altre verdure. Mettere tutte le verdure in un piatto da portata, unire i ceci (o il mais) scolati e sciacquati. Lavorare il cuscus con le mani, tra palmo e palmo, sciogliendo i grumi, in modo che i piccoli chicchi si separino. Unire il cuscus alle verdure, spruzzare con il succo di limone, insaporire con prezzemolo, menta e un pizzico di peperoncino. Irrorare con l’olio. Mescolare accuratamente. Servire guarnendo con spicchi di uova sode.


Fonti:
http://www.erbe.8m.com
http://it.wikipedia.org/wiki/Peperoncino
Roberta Anau ed Elena Loewenthal – Cucina Ebraica – Fabbri Editori

7 commenti:

  1. bellissimo post, complimenti
    baciusss

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  2. hai un blog splendido, complimenti!

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  3. Grazie dei complimenti per il mio blog. Spero che verrete spesso a trovarmi!!! :-DDD

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  4. che utilissimo ed interessante post ;)

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  5. Grazie Mirtilla!!! :-D
    Mi raccomando torna presto a trovarmi!!!

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  6. adoro le spezie!!davvero molto interessante, grazie mille!!!
    a presto!

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  7. Grazie Chiara! Ho fatto un giretto sul tuo blog: anche tu "miciodipendente" come me vedo :-D
    Un abbraccio

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