martedì 31 marzo 2009

Frittelle della Valle Olona

Io amo il luogo dove vivo. Amo Bolladello. Amo la provincia di Varese.
La provincia di Varese ha molto da offrire a livello turistico e non la ritengo seconda a nessun'altra località italiana, ha solo un problema, a mio avviso: é poco conosciuta. A partire da oggi, posterò con regolarità ricette tipiche varesotte, é il mio modo per impegnarmi nel divulgare la conoscenza di un luogo che a detta del mio amico Andrea: "Ha i tramonti più belli del mondo!"

FRITTELLE DELLA VALLE OLONA


Farina bianca
Latte
1 Uovo
Sale
Zucchero
Cannella
Olio extra vergine d'oliva o burro

Lavorare in una scodella la farina (setacciata) col latte evitando la formazione di grumi, quindi aggiungete l'uovo, un pizzico di sale, zucchero e cannella. Mescolare fino ad ottenere una pastella filante. Friggere a cucchiaiate in olio o burro caldi e dopo averle scolate, spolverare le frittelle con lo zucchero.


Fonte
I nostri nonni mangiavano così - Polenta e Bruscitti - Macchione Editore

lunedì 30 marzo 2009

Crostata Laura ovvero la Crostata Perfetta!

La parca Laura (vedi post Le Tre Parche e le Mezzelune) dopo molteplici prove di coraggio che ho dovuto superare, mi ha dato la ricetta della crostata perfetta ovvero

CROSTATA LAURA



Ingredienti

225 grammi di Farina 0
110 grammi di zucchero a velo
110 grammi di burro morbido
2 tuorli
scorza grattugiata di limone
un pizzico di sale
un vasetto di marmellata a piacere

Lavorare velocemente farina, zucchero, burro, tuorli, scorza di limone e sale formando un palla da lasciar riposare per circa mezz'ora in frigo. Tirare la palla la sfoglia e stenderla su una teglia ricoprendola di marmellata. Far cuocere la crostata a forno caldo a 180° per circa 30'.

Fonte Immagine: atavolaconsemplicita.blogspot.com

domenica 29 marzo 2009

Antonella e l'Aquilone

L'aquilone

E' una domenica di primavera,
sul terrapieno fuori città
molti ragazzi si son radunati,
guardano in alto con occhi incantati.

E' il primo volo di un piccolo aquilone
Che cerca un po' d'azzurro nel cielo di città
Oscilla lento con qualche esitazione
Ma il vento lo solleva e lieto se ne va.
Vola sulle case, vola sulla strade
Vola sopra la città
Vola sulle case, vola sulla strade
Vola sopra la città.

L'ha fatto un bimbo con carta leggera,
un po' di colla e tanti color.
E' stato un lungo e paziente lavoro,
così finito gli sembra un tesoro.

E' il primo volo di un piccolo aquilone
Che cerca un po' d'azzurro nel cielo di città
Oscilla lento con qualche esitazione
Ma il vento lo solleva e lieto se ne va.
Vola sulle case, vola sulla strade
Vola sopra la città
Vola sulle case, vola sulla strade
Vola sopra la città.

Così finisce la semplice canzone
Del piccolo aquilone nel cielo di città.
La la la la


BUON COMPLEANNO ANTONELLA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



TI VOGLIO BENE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!




Fonte: www.filastrocche.it

sabato 28 marzo 2009

Dedicato a Ori

Oggi é il compleanno di un'amica molto speciale. Ho cercato per mari e per monti un dono unico che parli di Lei.
Ori, Tu che sei ESSENZA INCANTATA, a Te dedico questa canzone che t'avvolga in un abbraccio di luce.



TI VOGLIO BENE.

venerdì 27 marzo 2009

La cuochina Betty entra in QBSPACE! :-D

Cari Amici! Da questa settimana la Vostra Betty inizia la Sua avventura in QBSPACE, il nuovo social network dedicato al Mondo del Gusto! La Vostra cuochina curerà uno spazio tutto suo dedicato a: ricette, consigli, domande sul meraviglioso mondo culinario in tutte le Sue sfaccettature e nella newsletter settimanale di QBSPACE gli iscritti riceveranno anche "la mia ricetta della settimana" :-DDD
Mi raccomando tenete d'occhio QBSPACE perché molte saranno le novità dei prossimi mesi!!!

giovedì 26 marzo 2009

Popovers for Lila

La Primavera é una stagione meravigliosa! L'Energia della Natura che si risveglia mi fa sentire frizzante!!!
IO FRIZZO!
Ci sono persone magiche che sono la Primavera ed una di queste é la mia amica Lila. Chi ha la fortuna come me di conoscere Lila sa di cosa sto parlando! In sua compagnia si ha la sensazione d'essere immersi nei campi verdi d'Irlanda con i suoi cieli azzurri sentendo il profumo della Lavanda che arriva dalla Provenza :-D

Questa ricetta, che parte da quella base dei popovers, l'ho rielaborata pensando a Lei.


POPOVERS FOR LILA


Ingredienti per 12 piccoli popopers

110 grammi di farina bianca 0
240 ml di latte fresco
2 cucchiai di burro fuso
3 uova separate
2 cucchiaini da the di scorza di limone grattuggiata
1 cucchiaio di fiori di lavanda
2 cucchiaini di pepe
1 cucchiaino di sale

Preparare una teglia per piccoli muffins ed imburratene i fori. In una ciotola con la frusta sbattete a neve ferma gli albumi. A parte, sbattete i tuorli con il latte. In una terza ciotola raccogliete la farina, il sale, il pepe, la scorza di limone e la lavanda, mescolate bene e incorporatevi il composto di latte e uova, senza lavorare troppo. Aggiungete il burro fuso. Per ultimo, inglobate con molta delicatezza gli albumi montati, con un movimento dall'alto verso il basso. Riempite per 2/3 i fori della teglia, infornate a freddo programmando 220°. Fate cuocere per 30', fino a quando i popovers si saranno ben gonfiati e dorati. Lasciate riposare per 2 minuti e con la punta di un coltello, staccateli e trasferiteli nei piatti di portata.




Fonte:
Nicoletta Negri e Nathalie Aru - Breakfast & Brunch - Fabbri Editori

mercoledì 25 marzo 2009

Insalata primavera al profumo di primule

La mia amica Luisa é vegetariana ed anche un'assidua lettrice del mio blog, per questo motivo le dedico con tanta amicizia quest'insalata! :-DDD
Inoltre, é particolarmente adatta a chi vuole disintossicarsi.


Ingredienti

500 grammi di lattughino misto
2 pomodori
2 carote
2 cipolline fresche
2 gambi di sedano
1 peperone giallo
succo di 1 limone
1 cucchiaino d'aceto bianco
4 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
10 primule
sale rosa
pepe arcobaleno

Dopo aver mondato, lavato ed asciugato l'insalata metterla in una terrina. Appoggiatevi i pomodori tagliati a fette, le carote grattuggiate, le cipolline, il peperone e il sedano affettati sottilmente e sopra le primule. In un vaso mettete l'olio, l'aceto, il succo di limone, sale e pepe, poi chiudete con il suo coperchio e sbattete bene per amalgamare gli ingredienti. Condite l'insalata e servite.

martedì 24 marzo 2009

Riso selvatico alla salsa di mela

Di recente ho preparato una cena per un gruppo d'artisti, ma soprattutto Amici, che stanno realizzando un progetto per un nuovo modo di vivere il teatro.

Questo piatto é stato pensato e creato per Loro.


RISO SELVATICO ALLA SALSA DI MELA


Ingredienti per 5 persone

500 grammi di riso selvatico
1 grossa mela
100 grammi di fontina valdostana
50 grammi di prosciutto cotto
30 grammi di noci
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale
pepe
succo di 1 limone

Lessare il riso in acqua salata e nel frattempo preparare la salsa di mela. Pelare e grattugiare la mela, grattuggiare la fontina, tritare il prosciutto cotto ed anche le noci. Amalgamare il tutto e condire con olio, sale, pepe e il succo di limone e poi versare sul riso bollito e ben scolato.

lunedì 23 marzo 2009

Pane di Oestara

In occasione della festività pagana di Oestara ho rielaborato questa ricetta trovata diversi anni fa su Sale&Pepe dandogli un tocco di "Betty Style". E' facilissima e il successo é garantito!


PANE DI OESTARA


Ingredienti per 10 persone

800 grammi di farina 0
200 grammi di farina di grano duro
50 grammi di lievito di birra
1,2 dl di olio extravergine d'oliva
1 pizzico di zucchero
6 cucchiai di trito d'erbe aromatiche: rosmarino, salvia, timo, maggiorana
2 cucchiaini di sale rosa

Setacciate le farine sulla spianatoia, formate al centro una fontana larga e mettetevi dentro il lievito diluito in 4 dl d'acqua tiepida zuccherata, un dl d'olio e il sale; mescolate gli ingredienti, lavorate energeticamente l'impasto per 10 minuti e poi raccoglietelo a palla. Ungete con metà dell'olio rimasto la superficie della pasta, avvolgetela in una pellicola e lasciatela lievitare per circa un'ora in un luogo tiepido. Rimettete l'impasto sulla spianatoia allargatelo e amalgamatevi il trito di erbe aromatiche; impastatelo brevemente e sistematelo in uno stampo a ciambella, possibilmente antiaderente, unto con l'olio rimasto.

A questo punto devo aprire una parentesi: Io lo metto nel famoso fornetto di cui ha parlato Anna Maria nel suo blog La Cucina Incantata chiamato nella mia ridente Valle Olona: Petronilla. Lascio il pane lievitare per altri 30 minuti coperto con pellicola trasparente e poi lo faccio cuocere per 5' a fiamma massima e altri 45' a fiamma media.

OK, ora riprendiamo da dove eravamo rimaste per la cottura in forno: se non avete lo stampo, formate un rotolo con la pasta, adagiatelo sulla placca del forno, unta d'olio e congiungete le estremità. In entrambi i casi, coprite con pellicola trasparente e lasciate riposare in luogo riparato per 30', finché la pasta avrà raddoppiato il volume. Mettete il pane in forno già caldo per 180° e cuocetelo per 50' circa, fino a quando si sarà formata in superficie una crosticina dorata. Toglietelo dal forno, trasferitelo su una griglia e lasciatelo raffreddare completamente.

domenica 22 marzo 2009

La Cena del Lesso - 2° Parte


In accomapgnamento al Gran Bollito Reale di contorno abbiamo messo carote e patate lesse.
I condimenti di rito erano: maionese, salsa verde fatte dalle candide manine di Vale!





Io, invece, ho voluto affidarmi alla professionalità della "Bagnet Rus"
de L'Antico Pedaggio che é andata a ruba!!! L’Azienda Agricola Antico Pedaggio da oltre sessant’anni coltiva frutteti e verdura, seguendone la produzione dalla potatura al raccolto, nell’assoluto rispetto della natura, ottenendo così prodotti sani e nutrienti, ma soprattutto genuini.
L’Azienda Agricola Antico Pedaggio trasforma la frutta prodotta artigianalmente, selezionando con cura le materie prime e seguendo le ricette della tradizione contadina piemontese e V'assicuro che tutto questo si sentiva nella "Bagnet Rus"!!!

Inoltre non si può dimenticare che la cuochina Vale ha anche preparato il Suo gustosissimo pane ai cereali fatto con la pasta madre:



di cui qui ne vedete due fette superstiti!!!

Adesso il copione vorrebbe che Io postassi la ricetta del "Pane Valenta" ma sappiate che nemmeno sotto tortura sono riuscita ad estorcere la ricetta! :-D

Infine, la serata si é conclusa con i dolci: Torta Laura e Semifreddo al Profumo di Maggio.

La ricetta della Torta Laura é in fase di brevettazione da parte dell'autrice quindi non la posso postare :-D, ma ecco a Voi:

SEMIFREDDO AL PROFUMO DI MAGGIO



Ingredienti per 8 Persone

200 grammi di ricotta vaccina freschissima
200 grammi di panna
150 grammi di confettura extra di rose dell'Azienda Agricola Luca Dalpian
180 grammi di savoiardi
4 tuorli
80 grammi di fruttosio
rum
cacao amaro

Montare i tuorli nello sbattiore e versare a filo il fruttosio fatto sciogliere in precedenza con 3 cucchiai di acqua calda, sbattere fino a quando non sarà bello gonfio, unire la ricotta e la confettura extra di rose e mescolare fino ad ottenere una crema soffice ed omogenea. Montare la panna e unirla al composto di ricotta mescolando dall’alto verso il basso.
In una pirofila fare uno strato con metà dei biscotti e bagnarli leggermente con il liquore, versare metà della crema, cospargere con il cacao e poi coprire con i rimanenti biscotti e bagnarli con il liquore. Versare il resto della crema e cospargere nuovamente con il cacao.

Fonte: www.stockfood.it

sabato 21 marzo 2009

A.A.A. Amanti Nutella Cercasi!!!

Amanti della Nutella,
Voi sempre pronti alla sfida,
Voi che l'amate al di sopra di ogni altro dolce.
Ebbene é arrivato il momento che tanto aspettavate!!!




venerdì 20 marzo 2009

La Cena del Lesso - 1° Parte




La "famosa" Cena del Lesso si é tenuta qualche settimana fa in un tripudio di salse, brodo e carne.
In quest'occasione la "leggendaria" signora Luisa Barbaccini, che il nostro palato non smetterà mai di ringraziare per secoli e secoli, ci ha fornito la rara "salama da sugo"




che qui si vede mentre é in corso la cottura di 6 ore dopo essere stata a bagno altre 6 precedentemente.
















e qui a fine cottura
















Insieme all'amica salama, avevamo tutti i pezzi di carne che un "Gran Bollito Reale" merita d'avere ed é quello che trovate nella ricetta qui sotto, che ho tratto da "La Cucina Italiana":

GRAN BOLLITO REALE




Ingredienti per 10 persone

2 kg. di Manzo (punta di petto, biancostato, polpa di spalla)
400 grammi di punta di vitello
400 grammi di testina di vitello
400 grammi di lingua di vitello
400 grammi di cotechino
una piccola gallina
carote
cipolle
sedano
alloro
chiodi di garofano
gambi di prezzemolo
sale
pepe nero in grani


Procedimento

Portate a ebollizione una capace pentola colma d'acqua aromatizzata con un gambo di sedano, 2 carote, una cipolla picchettata con un chiodo di garofano, 2 foglie di alloro, sale e pepe in grani, quindi cuocetevi le carni di manzo, schiumate spesso il brodo e, dopo circa un'ora, unite la punta di vitello, la gallina e completate la cottura del misto in altre 2 ore e 30' circa. Nel frattempo, in pentole separate, lessate la testina per 2 ore e 30' e la lingua per 2 ore, aromatizzando l'acqua bollente di cottura con alloro, cipolla, chiodi di garofano, sale, e gambi di prezzemolo. Il cotechino, invece si punzecchia, si mette in acqua fredda e si lessa per 2 ore circa. Servite il bollito nel suo brodo e potete tenerlo in caldo affettato in forno.



Quadro: Vincent Van Gogh - I Mangiatori di Patate

giovedì 19 marzo 2009

La Festa del Papà... Vino a Volontà!

Quest'anno per la festa del papà, Io e Monica, come al solito siamo andate a colpo sicuro ed abbiamo regalato al Signor Rino una bottiglia di buon vino rosso e quest'anno abbiamo scelto il Cianorie



Il Cianorie é un antico vitigno a bacca nera di origine friulana, viene chiamato anche Canore, Canorie, Cjanorie o Vinosa e deriva il suo nome da “cjane”, che in friulano significa “canna”. E’ una varietà molto fertile, che esige potature lunghe ed esposizioni soleggiate, dimostrando una buona resistenza alle crittogame. Il vino che se ne ricava ha colore scarico, profumi neutri, corpo leggero e gusto asciutto abbinandosi bene a: paste al pomodoro, minestre d’orzo e fagioli, carni bianche, salumi, formaggi.
Un tempo coltivato un po’ dappertutto in Friuli e poi caduto in disuso nel corso dei tempi é ora di nuovo presente grazie al lavoro e all'amore dell'azienda vitivinicola Emilio Bulfon .
L' azienda vitivinicola Emilio Bulfon si trova nell' area pedemontana della provincia di Pordenone, nel territorio che comprende i comuni di Castelnovo del Friuli e Pinzano al Tagliamento. Si estende su una superficie in parte collinare, costituita da 15,90 ettari di cui 9 coltivati a vigneto esclusivamente di varietà autoctone friulane recuperate. Antichi vitigni che, fino a una terntina d' anni fa', sembravano scomparsi, fagocitati dai rovi e dall' incuria degli uomini, in un territorio storicamente vocato alla viticoltura, ma che la passione di Emilio Bulfon ha fatto rinascere a nuova vita e che con cura e tanto rispetto come si trattasse di reperti archeologici, ha individuato, selezionato e rimpiantato, con la collaborazione dello studioso Antonio Calò, direttore dell' Istituto Sperimentale di Conegliano e di Ruggero Forti, esperto ampelografo.
Nel 1987, l' Amministratore provinciale di Pordenone, riconoscendo il lavoro di recupero e valorizzazione compiuto da Emilio Bulfon, gli ha conferito la medaglia d' oro e, dopo aver avviato in una delle sue aziende agricole l' impianto sperimentale di ventiquattro vitigni autoctoni friulani, ha promosso con il contributo del Comitato iniziative agricole della Fiera di Pordenone e dell' Istituto di Enologia di Conegliano, la pubblicazione di carattere storico e scientifico "Dalle colline spilimberghesi nuove viti e nuovi vini", a cura di E. Bulfon - R. Forti - G. Zuliani (pp.83), in cui sono state presentate per la prima volta le schede ampelografiche dei singoli vitigni. Nel 1991 l' allora Ministero dell' Agricoltura e delle Foreste ha incluso (con decreto del 6 maggio) nel Catalogo nazionale delle viti le varietà Forgiarin, Piculit-Neri, Sciaglìn, Ucelùt. Recentemente nel 2006 anche le varietà Cividin e Cjanorie sono state inserite nel medesimo catalogo. L' azienda Bulfon, a carattere familiare, cerca di coniugare lo spirito imprenditoriale e le moderne tecnologie vitivinicole con la conservazione delle antiche tradizioni locali e della cultura rurale friulana. I vini di alta qualità ora girano il mondo, vengono commercializzati in Italia e all' estero e rappresentano una produzione di nicchia ricercata, in tempi di sempre più accelerata e generale omologazione dei prodotti enogastronomici.
L' inconfondibile etichetta, ideata dallo stesso Bulfon in diverse varianti cromatiche a seconda del tipo di vino, trae spunto da un particolare di un affresco medievale raffigurante l' Ultima Cena dipinto nella trecentesca Chiesa di Santa Maria dei Battuti di Valeriano.

mercoledì 18 marzo 2009

Insalata di Farfalle Biodanzanti all'indiana

In occasione del meraviglio stage di biodanza "L'Albero dei Desideri" tenuto da Ugo Rizzo ho preparato questa pasta fredda rivisitando una ricetta, trovata su un numero di Sale&Pepe di diversi anni fa, dandogli un tocco biodanzante in stile indiano.


Ingredienti per 6 persone

350 grammi di farfalle
4 carote
300 grammi di tonno al naturale
2 spiccchi d'aglio
3 cucchiai di prezzemolo e basilico tritati
il succo di 2 limoni
la scorza grattuggiata di un limone non trattato
1 cucchiaino di senape in semi
olio extravergine d'oliva
sale
pepe


Procedimento

Pulite le carote con un pelapatate, lavatele, asciugatele e grattuggiatele direttamente in una capiente ciotola; unite il tonno sgocciolato e spezzettato, il succo e la scorza di limone, l'aglio tritato fine, il cucchiaino di senape; condite con olio extravergine d'oliva, salate e pepate. Amalgamate gli ingredienti e fate riposare per 1 ora. Lessate la pasta, dove sono stati aggiunti due cucchiai d'olio, per non farla attaccare quando sarà fredda. Scolatela piuttosto al dente, stendetela su un canovaccio lasciandola raffreddare. Mettetela nella ciotola con le carote ed il tonno aggiungendo il trito di prezzemolo e basilico, mescolate bene aggiungendo se necessario ancora olio ed ora BUON APPETITO!!!



Immagine: www.stockfood.it

martedì 17 marzo 2009

Il Faro




Sta tutta la notte a spiare
alto e lontano sul mare,
occhio di fuoco, di luce pupilla
che altera nel buio sfavilla.
Si spegne, s'accende,
ancora si spegne, più viva risplende.
Ed il mare, che sotto
rimormora roco e ulula fiero,
par dirgli crucciato e severo:
"Che vuoi,
che cerchi, grand'occhio di fuoco?"
E il faro sfavilla, né all'onde risponde.
Ma soave liete parole sussurra
col fido lucente suo raggio
a più di una nave
lontana, sul mare in viaggio.
E corre sicura e tranquilla
la nave sull'onde, guidata
dal calmo grand'occhio che brilla...


Dedicato a Lucia e al suo Ottovolante Magico


Fonte: www.filastrocche.it

lunedì 16 marzo 2009

L'Albero dei Desideri: Noi



Noi, gatti sui tetti che parlano al Sole ed alla Luna.
Noi, Margherite del prato dell'Universo.
Noi, i miraggi che fanno muovere le carovane.
Noi, occhi d'alberi.

Noi siamo la continua spirale che ha generato il Creato
perché Noi siamo l'Energia che crea Desideri dalle Mille Stelle di Vita.


Dedicato a Tutti coloro che s'innamorano continuamente dei propri desideri.

Immagine tratta da: www.rivistazetesis.it

giovedì 12 marzo 2009

Le Spezie di Marzo

Marzo: la Natura si risveglia e così anche il nostro corpo rinasce.
In questo momento particolarmente delicato, ma che racchiude in se una grande forza rigeneratrice. possiamo aiutare il nostro organismo a rinnovarsi riscoprendo l’antico potere delle spezie.



CUMINO

Il Cumino è una spezia molto conosciuta e impiegata, in cucina soprattutto, un po’ ovunque. Gli Orientali fin dai tempi più antichi usano il Cumino per la preparazione del curry, ma anche in Occidente il suo utilizzo è remoto, infatti nel Medioevo erano già note le sue virtù terapeutiche e le sue qualità aromatiche. In Germania il Cumino sta a base del noto liquore "Kummel", ottenuto dalla sua distillazione, ma questa pianta aromatica viene utilizzata in molti altri modi, sia per la preparazione di dolci e bevande che per insaporire pane, formaggio e le verdure in genere. L'unica avvertenza riguarda il suo olio, che per l'uomo può rivelarsi tossico.
Il Cumino è un'ombrellifera, quindi è facile confonderlo con le altre piante della stessa famiglia, specie con la carota selvatica, da cui comunque differisce per l'odore. Il Carum Carvi, secondo il suo nome latino, cresce sulle colline e sulle montagne delle Alpi e dell'Appennino, ma è anche coltivato. Ha fiori bianchi o rosa che sbocciano in estate a forma di ombrelle.
E' utile soprattutto per combattere i disturbi digestivi e il meteorismo, ma anche la tosse, le coliche, la flautolenza ed i dolori mestruali. Il Cumino favorisce l'assimilazione del cibo, per cui è consigliabile in caso di carenza alimentare e debolezza. Le parti usate a scopo terapeutico sono principalmente i frutti.
Nell’acqua del bagno si usano i frutti in bagni tonificanti e stimolanti.


PEPERONCINO




Attraverso reperti archeologici sappiamo che già nel 5500 a.C. era conosciuto in Messico, presente in quelle zone come pianta coltivata, ed era la sola spezia usata dagli indiani del Perù del Messico. In Europa il peperoncino è arrivato con Cristoforo Colombo che l'ha portato dalle Americhe col suo secondo viaggio, nel 1493. Dato che sbarcò in un'isola caraibica, molto probabilmente ha incontrato la specie Capsicum chinense, delle varietà Scotch Bonnet o Habanero, le più diffuse nelle isole.
Introdotto quindi in Europa dagli Spagnoli, ebbe un immediato successo, ma i guadagni che la Spagna si aspettava dal commercio di tale frutto (come quello di altre spezie orientali) furono deludenti, poiché il peperoncino si acclimatò benissimo nel vecchio continente, diffondendosi in tutte le regioni meridionali, in Africa ed in Asia, e venne così adottato come spezia anche da quella parte della popolazione che non poteva permettersi l'acquisto di cannella, noce moscata ecc.
Il frutto venne chiamato peperone a causa della somiglianza nel gusto (sebbene non nell'aspetto), con il pepe, Piper in latino. Il nome con il quale era chiamato nel nuovo mondo in lingua nahuatl era chilli o xilli, e tale è rimasto sostanzialmente nella lingua inglese (chili) e in alcuni nomi di varietà, come il chiltepin (C. annuum var. aviculare), derivato dal nauhatl chilitecpintl o peperoncino pulce, per le dimensioni e il gusto ferocemente piccante. Il chiltepin è ritenuto l'antenato di tutte le altre specie. Nei paesi del Sudamerica di lingua spagnola e portoghese, invece, viene comunemente chiamato ají, modernizzazione dell'antillano asci. La parola in lingua quechua per i peperoncini è uchu, come nel nome usato per il rocoto dagli Inca: rócot uchu, peperoncino spesso, polposo.
Il peperoncino favorisce la circolazione sanguina, aiuta la digestione ed è terapeutico per i geloni ed i reumatismi.


CORIANDOLO


Il coriandolo (Coriandrum sativum,), a volte chiamato anche con il nome spagnolo cilantro, è una pianta erbacea originaria dei paesi del Mar Mediterraneo della famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae). I frutti sono aromatici e i fiori bianchi e a ciuffi simili a un ombrello. Conosciuto anche come prezzemolo cinese, il coriandolo appartiene alla stessa famiglia del cumino, dell'aneto, del finocchio e naturalmente del prezzemolo. Coriandrum è una parola latina citata nelle opere di Plinio, che ha le sue radici nella parola greca corys (cimice) seguita dal suffisso -ander (somigliante), in riferimento alla supposta somiglianza dell'odore emanato spremendo o sfregando le foglie.
Le foglie e i semi sono utilizzati nella cucina indiana e latino americana, anticamente anche in Europa pur essendo l'impiego attualmente caduto in disuso.
Questa comune pianta viene dall'Oriente, e trovò impiego fin nell'antichità come pianta aromatica e medicinale; in alcune tombe egizie viene raffigurato come offerta. I Romani lo usarono moltissimo ed Apicio ne fa la base di un condimento chiamato appunto "Coriandratum". Secondo Plinio se si mettono alcuni semi di coriandolo sotto il cuscino al levar del sole si poteva far sparire il mal di testa e prevenire la febbre. Dai semi rivestiti di zucchero prendono nome i coriandoli di Carnevale in un secondo momento pallottoline di gesso, ora dischetti di carta multicolori.
Il coriandolo può essere usato come infuso contro i dolori di stomaco e le emicranie, aiuta la digestione e ha una funzione antidiarroica.
Un’ottima ricetta che racchiude fra i suoi ingredienti queste preziose spezie è la seguente:


TABULE’ MEDITERRANEO (per 6 persone)
250 grammi di cuscus precotto
300 grammi di pomodori sodi e maturi
4 cipollotti freschi
3 peperoni verdi
1 cetriolo
1 scatola di ceci cotti o mais
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1 presa di cumino in polvere
prezzemolo tritato
menta tritata
peperoncino a piacere
succo di 1 limone
olio extravergine d’oliva
3 uova sode
sale
Versare la semola in una insalatiera di ceramica. Insaporire con il coriandolo e il cumino. In una casseruola portare a bollore mezzo litro di acqua salata. Versare l’acqua bollente sul cuscus, partendo dall’esterno, in modo che la semola si imbeva. Coprire il recipiente con un coperchio ed un panno e lasciare riposare per un’ora almeno. Preparare intanto le verdure. Sbucciare i pomodori e tagliarli a dadini. Lavare e sgocciolare bene i cipollotti quindi tritarli, compresa la parte tenera del verde. Mondare i peperoni, lavarli e tagliarli a filetti. Affettare sottilmente il cetriolo, salarlo per eliminare l’acqua di vegetazione. Strizzarlo e unirlo alle altre verdure. Mettere tutte le verdure in un piatto da portata, unire i ceci (o il mais) scolati e sciacquati. Lavorare il cuscus con le mani, tra palmo e palmo, sciogliendo i grumi, in modo che i piccoli chicchi si separino. Unire il cuscus alle verdure, spruzzare con il succo di limone, insaporire con prezzemolo, menta e un pizzico di peperoncino. Irrorare con l’olio. Mescolare accuratamente. Servire guarnendo con spicchi di uova sode.


Fonti:
http://www.erbe.8m.com
http://it.wikipedia.org/wiki/Peperoncino
Roberta Anau ed Elena Loewenthal – Cucina Ebraica – Fabbri Editori

mercoledì 11 marzo 2009

La Giornata Benessere da Themis




Stamattina mi sono immersa nella magica atmosfera che Elena aveva preparato per le sue clienti della mensile "Giornata Benessere" nel Suo Centro Estetico THEMIS.
Elena ha il dono di creare vera MAGIA intorno a Sé: Io, ad esempio, non posso fare a meno del Suo massaggio con le pietre calde (Hot Stones) ristoratore nel corpo e nell'anima!!!
L'amore e la continua ricerca che Elena mette nel suo lavoro sono indescrivibili con le parole, vanno vissuti attraverso i trattamenti unici e speciali che si possono trovare in Themis.
Sono felice che anch'io, a partire da questo mese, posso dare un tocco speciale a questo "momento cristallo" di coloro che decidono di rallentare il ritmo donandosi coccole a se stesse.
Infatti durante questa giornata vengono offerte tisane e dolcezze sane e light studiate nei minimi dettagli.
Ecco le prelibatezze di questa giornata:



TORCETTI ALLA CANNELLA
Ingredienti per 8 persone

500 Grammi di Pasta Sfoglia
20 Grammi di Cannella in polvere
20 Grammi di Zucchero di Canna

Miscelare la cannella con lo zucchero. Stendere la pasta sfoglia e ricoprirla completamente con la miscela di zucchero e cannella da entrambi i lati. Per far aderire meglio passare più volte il matterello. Tagliare dei triangoli nella sfoglia e ricavare delle piccolissime briosche arrotolando ogni triangolo su se stesso. Porre i rombi così ottenuti su una teglia foderata con carta da forno e cuocere in forno già caldo a 180° per circa 8 minuti. Raffreddare e servire.




INFUSO DI LAMPONI E BASILICO
Ingredienti per 4 persone

125 Grammi di Lamponi
10 Foglie di Basilico

Raccogliete nel filtro della teiera i lamponi e le foglie di basilico. Versate un litro di acqua bollente e lasciate in infusione per 5'. Eliminate le foglie di basilico e servite.




INFUSO DI ANANAS E SEDANO
Ingredienti per 4 persone

150 Grammi di Ananas
20 Grammi di Fruttosio
un piccolo gambo di sedano

Portate ad ebollizione un litro di acqua, poi scioglietivi il fruttosio. Raccogliete nella teiera l'ananas ed il gambo di sedano a tocchi. Versatevi l'acqua "fruttosia" e lasciate in infusione per 10'. Filtrate prima di servire.


Per ulteriori infomazioni sulle prossime Giornate Benessere e su ciò che offre il magico mondo di Themis, ecco tutti i riferimenti: Centro Estetico Themis di Vendramin Elena - Via Marconi, 80 - 21012 Cassano Magnago (VA) - Tel. 0331/201370

Fonti
Dolcetti & Mignon - Edizioni De Vecchi
La Cucina Italiana - Febbraio 2009
sesamoecannella.blogspot.com
poesiaegrafica.splinder.com
www.civisonline.it
www.wellnessedintorni.it

martedì 10 marzo 2009

La rivincita del baratto




In occasione della 6° edizione della fiera "Fa la Cosa Giusta" che si terrà a Milano a partire da Venerdì 13 Marzo fino a Domenica 15 Marzo.
Lo slogan di quest'anno è: "Consumare meno, Consumare meglio".
A questo proposito ci tengo a postare un articolo preso dal sito di www.aamterranuova.it che parla del baratto, uno stile di vita consapevole tutto da riscoprire.

Trovare una sede per i tuoi oggetti inutilizzati, salvarli dalla spazzatura per scambiarli con quelli di altri utenti. Basta inserire su un portale un oggetto che ti piacerebbe scambiare. Proprio come nel file sharing (condivisione di file all'interno della rete), ma invece dei file scambi oggetti. Ti ricordi quando scambiavi figurine? Ebbene qua si possono scambiare libri, cd, riviste, telefoni, fumetti, biciclette, macchine da scrivere, computer, collezioni, casa per le vacanze, frigoriferi, divani, cucine, dischi, scooter, automobili, figurine e qualsiasi altra cosa ti passi per la testa.
L’antica arte del baratto ha fatto la storia del commercio prima dell’avvento della moneta ed è sopravvissuta fino a noi soprattutto nel gioco dei bambini (come dimenticare il famoso celo, celo, manca,…) e in più ecologiche soluzioni di riciclo e di oggetti non più utilizzati. I tempi cambiano e, in un era in cui tutto si trasforma in digitale, anche il baratto approda su internet. E’ nato cosi ZeroRelativo.it, la prima community italiana del baratto online: è vietato qualunque utilizzo di denaro e le inserzioni sono gratuite. In un periodo in cui si parla molto di consumo sostenibile, il baratto può tornare di moda come strumento per evitare gli sprechi. “Tutto si riutilizza. Tutto si scambia. Niente si butta” è la filosofia dei fondatori. “Mi piaceva che ci fosse la parola “Zero” nel nome “Relativo” perchè ognuno può assegnare a un oggetto un valore diverso. L’idea mi è venuta dopo aver venduto online un vecchio divano a un euro: se lo avessi scambiato con un libro o un cd probabilmente ci avrei guadagnato - racconta Paolo Severi, barman di Pesaro, fondatore e amministratore delegato di ZeroRelativo.it - Siamo online da quasi due anni e possiamo dire di aver aprerto la strada a una nuova tendenza. A oggi contiamo 1300 iscritti, 2500 annunci e circa 90.000 contatti, ma possiamo fare di più”. Tra gli scambi più curiosi, Severi ricorda “un libro per cinque paia di mutande, i prodotti della propria terra per uova di gallina, mentre una signora ha scambiato la propria abilità in cucina per un soggiorno a Parigi. Non c’è limite alla fantasia”.

(alcuni spunti sono stati tratti dall'articolo "La rivincita digitale del baratto" di Domenico Fabbricini, Il Sole 24 Ore, 24 aprile 2008)

Per ulteriori informazioni: www.zerorelativo.it


Immagine tratta dal sito: www.laviadicasa.org

lunedì 9 marzo 2009

Le Facce degli Alberi



Nel numero di Febbraio 2009, Terra Nuova propone un fantastico viaggio nell'anima degli alberi fatto da una fotografa, a mio avviso, eccezzionle Lucilla Lauricella.
Attraverso l'obiettivo Lucilla ci dona immagini d'alberi magici. Sono rimasta così entusiasta di questo incontro fra fotografia e natura che voglio contribuire anch'io nel mio piccolo a divulgare la conoscenza di queste opere d'arte.

Qui sotto riporto il testo apparso sul sito http://www.aamterranuova.it

Gli alberi sono creature vive.

Se solo noi ci disponiamo all’ascolto, il loro spirito vitale può comunicare con il nostro e, magari, decidere di rivelarsi. E allora...può succedere di iniziare a vedere delle facce! Le innumerevoli facce che gli alberi possono mostrare all’occhio attento di chi guarda oltre, perché si avvicina loro con l’animo di chi li sente vivi.

"Considerarli vivi" - scrive nell'articolo l'autrice, Lucilla Lauricella - "è stato sempre qualcosa di scontato; anche se, ora che ho una maggiore consapevolezza, mi accorgo che il mio era quel genere d’amore che, a volte, rischia di mancare di rispetto e persino diventare distruttivo, come succede spesso tra gli umani quando si confonde l’amore con il bisogno di possesso. Anche questo ho imparato grazie a loro. Meditando con loro, stando in ascolto delle loro vibrazioni, sicuramente ho rafforzato il legame che già sentivo con il loro mondo. Non so bene come mi sia ritrovata a sviluppare una specie di «maniacale» attitudine non solo a scorgere le loro facce, ma anche a fissarle in immagini, fino ad accumulare, dal ’99 a oggi, una cospicua raccolta di foto. Le facce degli alberi...o degli spiriti che in essi dimorano"......


Per saperne di più Vi consiglio di visitare il sito di Lucilla www.lefaccedeglialberi.it

domenica 8 marzo 2009

Crescere



Crescere vuol dire avere il coraggio di non strappare le pagine della nostra vita ma semplicemente voltare pagina.
Crescere significa riuscire a superare i grandi dolori senza dimenticare.
Crescere significa avere il coraggio di guardare il mondo e di sorridere.
Crescere significa guardarsi indietro e abbracciare i ricordi senza piangere.
Crescere è saper distinguere la realtà dai sogni.
Crescere è sapersi rialzare dopo una brutta caduta.
Crescere... non tutti hanno voglia di crescere... forse perché sono consapevoli delle difficoltà che incontreranno crescendo...


Jim Morrison

giovedì 5 marzo 2009

I dispetti di Giudizio

Alle volte la Vita fa incrociare la nostra strada con situazioni che stimolano tutte le nostre risorse. Ci s'analizza, ci si guarda dentro ma soprattutto ci s'ascolta. Appunto ascoltarsi é una parte che richiede molto impegno da parte nostra, perché come mi ricorda spesso la mia amica Morgana "Molte volte Noi ce la raccontiamo".
Riflettendo su tutto questo mi sono venuti in aiuto gli appunti presi durante lo stage "Leadership e Amore" di biocoaching, con il mio maestro ed amico Ugo Rizzo, che mi hanno ricordato l'unicità di ognuno di Noi e che giudicare é un inutile dispendio d'energia.
Il Giudizio: da dove nasce? Da dove arriva?
Il Giudizio, Io lo immagino come un "Gremlins"

un mostricciattolo dispettoso che s'attaca come una zecca sia su chi lo crea, ma soprattutto su chi lo riceve.
Giudizio una volta venuto alla luce é molto vivace e crea subito tanti amichetti che danno vita a situazioni e a realtà non delle più edificanti.
Ma Giudizio non é immortale e Noi possiamo polverizzarlo con la nostra UNICITA'.
Louise L. Hay ci ricorda che: "Nell'unicità non c'é competizione ne paragoni."Oggi meditare su un brano di questa meravigliosa donna ha rimandato Giudizio al mittente in formato polvere per concimare il suo balcone di piantine di schemi mentali tossici.
Io sono unico, così come lo é chiunque altro
Siamo tutti un unico Spirito.Eppure il mio viso è un'espressione unica e diversa da tutte le altre del volto di Dio. Tu ed Io non dobbiamo affatto essere uguali. Sebbene tante persone vivano preoccupandosi di quello che penserà il vicino, io posso scegliere di seguire il mio cuore e lasciare che i vicini la pensino come vogliono. Io non sono né troppo in gamba né troppo dappoco, e non devo dimostrare quanto valgo a nessuno. Decido di amare me stesso per quella Espressione Magnifica, Divina che sono. Essere meè un'avventura eccitante! Seguo la buona stella che è dentro di me e risplendo della mia luce unica e speciale. Amo la vita!

martedì 3 marzo 2009

Le Tre Parche e le Mezzelune



Era un pomeriggio uggioso di una domenica quaresimale e tre oscure fanciulle s'apprestavano a plasmare materia pulsante che avrebbe aperto nuovi orizzonti brodosi.

Preso un sacro testo le tre parche lo esaminarono e insieme dissero: "Qui ci vuole la Bologna" e dopo questo si misero all'opera.
Una tirava la sfoglia, una tagliava e la terza riempiva e chiudeva e fu così che videro la luce: Le Mezzelune.




Le Mezzelune sono frutto dell'estro e della fantasia mia, di Vale e Laura, ma soprattutto sono figlie dell'allegria di un pomeriggio d'amicizia parlando di tutto e di più :-D

Le Mezzelune fanno parte del menù della "Cena del Lesso" che si terrà presso Residenza Martini. I commensali invitati alla cena fanno parte della "creme" BUONE FORCHETTE che abbiamo la fortuna d'avere come amici unici e rari :-D

Ma ora a Voi la ricetta di questi saporiti ravioli perfetti da fare in brodo.

MEZZELUNE

Ingredienti per 6 persone

Per la pasta
250 Grammi di Farina 0
2/3 Uova
Sale

Per il ripieno
100 Grammi di Lonza di Maiale
100 Grammi di Bologna
100 Grammi di Prosciutto Crudo
1 Uovo
50 Grammi di Grana Grattuggiato
Noce Moscata
Olio d'Oliva
Sale

Preparazione

Impastare gli ingredienti per la pasta e lasciarla a riposo avvolta nella pellicola per 1 ora.
Scottare la lonza di maiale in poco olio. Tritarla insieme alla bologna e al prosciutto crudo, quindi aggiungere l'uovo, il grana grattugiato, una presa di sale e una di noce moscata. Mescolare ottenendo un composto perfettamente omogeneo.



Tirate la sfoglia, quindi tagliate con un tagliapasta tondo con perimetro arrottondato, spennellare con uovo sbattuto e distribuire su ognuno un po' di ripieno chiudendo ripiegando a metà.