giovedì 30 aprile 2009

Gamberetti saltati al miele di eucalipto

Le ricettine con il miele di Alce Nero mi hanno stregato quindi devo assolutamente postarvene un'altra!!!

GAMBERETTI SALTATI AL MIELE DI EUCALIPTO



700 grammi di gamberi freschi sgusciati
200 grammi di pomodorini ciliegino
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
4 o 5 cucchiai di olio extravergine di oliva
100 grammi di miele di eucalipto
1 cucchiaio di pepe rosa in grani

Saltare i gamberi sgusciati in padella con prezzemolo, aglio, olio e i pomodorini tagliati in 4 parti, salarli e aggiungere il miele e il pepe continuando a saltare a fiamma bassa per due minuti fin quando il composto inizierà ad addensarsi. Servire caldi accompagnando con dei crostoni di pane tostato al forno.


Ricetta pubblicata nella newsletter di QBSPACE di Venerdì 24 Aprile 2009.

martedì 28 aprile 2009

Duemila anni di Poesie d'Amore

Oggi mentre sperimentavo le mie alchimie culinarie, ho sentito un colpo secco dietro di me: dalla libreria fino alle zampe di Mostrilla era caduto un libro di poesie. Era aperto su questa poesia che dedico ad Anima Amica delle Aquile

CHE EGLI MI BACI



Che Egli mi baci
con la bocca sua!
Più soavi del vino
sono i suoi amori.
Inebriante é l'aroma
del Suo Profumo
e del nome Suo,
che si espande inebriando
le fanciulle d'amore!

tratto da "Cantico dei Cantici"

venerdì 24 aprile 2009

La Strega e la magica Liguria: La Casa del Ghiro Sveglio - Seconda Parte

Durante il nostro magico weekend abbiamo alloggiato in un posto da FAVOLA a Bajardo: La Casa del Ghiro Sveglio.
La Casa del Ghiro Sveglio si trova all'interno di Castel D'Eolo, un'antica residenza in pietra di fine '800 con una singolare torretta dalla quale si può godere un panorama indimenticabile tra le Alpi da una parte ed il mare dall'altra.
Il castello é nel vero senso della parola: LA CASA DELLE FAVOLE!
L'artefice di questa meraviglia é Paola: decoratrice d'interni, illustratrice di libri per bambini e nel tempo libero credo anche Fata.
Insieme al marito Alberto gestisce questo favoloso Bed & Breakfast dove vivono con loro: 13 gatti, 4 capre, 4 asini, 2 cani, 1 pecora e presto arriverà anche Rosina una maialina tibetana.
Ma adesso lasciamo parlare le immagini!

L'Ingresso



La Sala da Pranzo



















La nostra Camera da letto: Cappuccetto Rosso





La Vista dalla Finestra

giovedì 23 aprile 2009

Dedicato a Te

Un carissimo e saggio amico mi ha inviato quest'e-mail. Io l'ho trovata bellissima e la dedico ad ognuno di Voi che leggete e seguite il mio blog.



Ci sono almeno 5 persone in questo mondo che ti amano al punto di morire per te.
Ci sono almeno 15 persone che ti amano in un certo modo.
La sola ragione per la quale una persona ti odia, è perché vuole essere come te.
Un tuo sorriso fa gioire qualcuno che non ti ama.
Tutte le notti, qualcuno pensa a te prima di dormire.
Rappresenti il mondo per qualcuno.
Se non fosse per te, qualcuno non potrebbe vivere.
Sei Speciale ed Unico e la persona di cui ignori l'esistenza ti ama.
Quando commetti la più grande sciocchezza, qualcosa di bene proviene da questa.
Quando pensi che il mondo ti volta le spalle, osserva bene: Sei soprattutto tu che volti le spalle al mondo!!!
Quando pensi che tu non hai una possibilità quando non possiedi ciò che vuoi, probabilmente tu non lo avrai.
Se credi in te, probabilmente, presto o tardi, tu lo avrai.
Ricordati sempre dei complimenti che ricevi.
Dimentica le osservazioni cattive.
Dì sempre alla gente ciò che consideri a proposito di loro, ti sentirai meglio quando lo sapranno.
Nessuno merita le tue lacrime e i tuoi pianti, colui che li merita veramente non ti farà mai piangere.
Se hai un migliore amico, prendi tempo per dirgli ciò rappresenta per te.
Si dice che si prende un minuto per notare una persona speciale, un'ora per apprezzarla, un giorno per amarla, ma si ha in seguito bisogno di tutta una vita per dimenticarla.
Fermati un po' e prenditi il tempo di vivere!
Allora? Che aspetti?

mercoledì 22 aprile 2009

Filastrocca dell'Albero



Albero abbraccio e respiro del mondo
Strade radici che arrivano in fondo
Chiassà da dove arriva il tuo suono
Suono che parla di un cuore buono
Chissà da dove arriva il tuo canto
Canto di foglie, che vibra d'incanto
Mentre ti ascolto, ti parlo e ti penso
E il mio discorso diventa denso:
Tieniti stretto a questa terra
Cresci più libero che in una serra
Afferra il cielo, portalo a noi
Tendi i tuoi sogni più in alto che puoi
E se qualcuno ti vuole strappare
Tu vienimi a chiamare.




Fonte: Amica Terra - Edizioni Fatatrac

martedì 21 aprile 2009

La Strega e la magica Liguria: CIAUSUN - Prima Parte

Il weekend appena passato, Io e la mia Dolce Metà siamo andati nell'entroterra ligure, precisamente nella zona di Bajardo e dintorni (Triora, Apricale, Dolceacqua).
Immersi nella magia e nella rigogliosa natura ci siamo rinvigoriti dal grigiore dell'inverno. Molto c'è da dire su ciò che abbiamo visto, conosciuto, assaporato e comincio subito a parlarvi di: BAJARDO.



Bayard: dal francese "berard" cioè portatore. Baiard: voce provenzale per cavallo bianco.
Possedimento dei conti di Ventimiglia dal 1259 al 1625, diventa un avamposto genovese. Assorbito successivamente dal dominio sabaudo, fu riconquistato dalla repubblica e né farà parte per oltre un secolo, quando dopo il congresso di Vienna ritornerà in possesso dei Savoia.
Bajardo è un piccolo paese collocato in cima ad una vetta a dominio di tutta la profonda valle del Rio Bonda che, offre un intenso panorama, definendola come un’ariosa finestra Sull’ala Val Nervia e le Alpi liguri. Entrando nel paese si giunge nella piazza della Parrocchiale di S. Niccolò da Bari del 1893. All’interno è collocato il trittico del pavese Francesco da Verzate, opera che testimonia la penetrazione culturale lombarda nella Liguria del ‘400. Nell’ Oratorio di S. Salvatore sono conservate alcune opere risalente all’epoca settecentesca. Inoltre ricordiamo la Pinacoteca civica fondata nel 1971. Un antico frantoio a sangue, discretamente conservato, mantiene il suo aspetto originale. Oltrepassata la porta ad arco denominato Portaro del Piano, ci si addentra fra i percorsi radiali del "Castrum", in gran parte voltati, su cui affacciano i ruderi di case ( molte di origine basso medioevale), distrutte dal terremoto o abbandonate in tempo più recente. La chiesa parrocchiale di S. Nicolò, del primo ‘500, ormai nota come "Chiesa Vecchia" fu distrutta dal disastroso terremoto del 1887, che provocò la morte di 202 persone raccolte nel tempio per la celebrazione della funzione delle "ceneri". Il Santuario di S. Maria Assunta, si trova tra le due borgate della frazione rurale di "Berzi"; di origine barocca, venne radicalmente ricostruita e decorata nel XVIII secolo. La chiesa della Madonna delle Grazie si trova nella località Vignai, frazione di Bajardo; costruita nel periodo compreso tra il maggio del 1497 ed il dicembre del 1498.All’interno si colloca una tela della "Madonna col bambino" da Guido Reni.
La storia di Bajardo assume toni affascinanti e misteriosi. La leggenda narra che sia stato il paladino Rinaldo a dargli il nome del proprio destriero, Bajardo, appunto. Ma certo è che a Bajardo le radici lontane sono ancora molto presenti.
Prima dell’arrivo dei Romani, Bajardo fu uno degli insediamenti dei Druidi. In effetti pare che la Liguria fosse abitata già nel II millennio a.C. da un popolo di origine indoeuropea al quale, tra il VII e il VI sec. si aggiunsero i Celti. Più o meno nello stesso periodo arrivarono gli Iberici e i Greci che introdussero la coltivazione dell’ulivo e della vite. Fu così che i Celti e i Liguri si unirono in una vera e propria simbiosi, mettendo insieme abitudini, lingue e religioni e creando una civiltà celto-ligure molto forte. Tanto che quando, nel III sec. arrivarono, i Romani si trovarono di fronte 5 diversi popoli: i Celti, gli Iberici, i Volci, i Celto-Liguri e i Greci che non riuscirono a distruggere.
Il passato di Bajardo rivive ogni anno nella sua festa più caratteristica, RA BARCA, che ricorre il giorno della Pentecoste. Nell’occasione viene tagliato un pino e il suo tronco, privato di tutti i rami, viene eretto al centro della piazza del paese per una settimana di canti e balli, fino alla domenica successiva quando l’albero, come simbolo di futuro e felicità, viene venduto all’asta al miglior offerente. Il tutto risale all’epoca dell’ultimo Conte di Bajardo. Si racconta che la Repubblica di Pisa avesse acquistato lì una grande quantità di legname, destinato alla costruzione della sua potente flotta navale e che un bel giorno si presentassero in paese alcuni pisani, venuti a ritirare il prezioso carico. Ma durante le lunghe giornate di lavoro alcuni di essi si innamorarono delle tre figlie del conte e più di tutti il capitano, acceso d’amore per la più giovane, la bella Angelina. Il Conte le proibì di incontrare il giovane ma essi fuggirono insieme durante la notte, tentando di raggiungere Pisa. Allora il conte li inseguì e, raggiuntili, decapitò la figlia disubbidiente con un solo fendente. Fu così che il giovane capitano se ne tornò a Pisa e il pino di oggi sta ancora lì a rappresentare l’albero di quella nave triste che tornava in patria piangendo il suo amore.
La gastronomia locale è quella tipica della montagna. Assolutamente da non perdere i “ciausun” le torte di erbe selvatiche cotte nel forno a legna, le lasagne, il coniglio, le verdure sott’olio, i pomodorini secchi, i fagiolini freschi, il tutto innaffiato da un bel bicchiere di Rossese.

Ciausùn




Ingredienti per 6 persone

SFOGLIA
400 gr. di farina
1 bicchiere di olio extra vergine di oliva
sale q.b.

RIPIENO
500 gr. di erbe selvatiche stagionali
200 gr. di bietole
200 gr. di ricotta
2 uova
1 patata
2 bicchieri di olio extra vergine di oliva
100 gr. di formaggio grana (o pecorino) grattugiato
prezzemolo, sale e pepe q.b.

Preparate la sfoglia, lavorando la pasta finché diventa morbida ed elastica, quindi lasciatela riposare. Tritate finemente le erbe selvatiche e le bietole, amalgamatele bene con le uova, il formaggio, la ricotta, la patata e l’olio. Disponete su una teglia la sfoglia, che dovrà essere di una certa consistenza, lasciandola debordare ampiamente; versate il ripieno e coprite con la sfoglia eccedente, tirandola e ripiegandola più volte secondo la tradizionale «copertura con le rughe». Fate cuocere nel forno a legna direttamente sulla piastra per circa un’ora.
La sfoglia potrà essere anche composta di due strati sottili (come nella torta verde), con cottura nel forno elettrico a 190° per 40-50 minuti. La raccolta di erbe selvatiche dalla primavera all’autunno comprende la cicoria selvatica, il finocchio selvatico, lo spinacio selvatico, la borragine, l’erba cipollina, l’erba amara o di San Pietro, l’erba cannella, la rucola palustre o erba barbara, l’erba stella o barba di frate, il dente di leone o tarassaco, la pimpinella o sanguisorba, la campanula rapuncoloide, la valeriana (Centranthus ruber), l’ortica, la ruchetta, il radicchio di campo, la lattughella o valerianella eccetera, oltre a «punte» di roveto, fave, patate e di clematide.

lunedì 20 aprile 2009

Risotto con prosciutto e miele di millefiori

La mia passione per il miele é un amore che si perde nella notte dei tempi. La mia continua ricerca sul miele ha toccato recentemente il suo apice grazie ad Alce Nero che da oltre trent'anni é sinonimo di agricoltura biologica italiana. Amore per la terra, nessun utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, un ambiente incontaminato: questi sono gli ingredienti che permettono di ottenere alimenti buoni e genuini.
Infatti questa ricetta che posto é frutto del suo genio.

RISOTTO CON PROSCIUTTO E MIELE DI MILLEFIORI




Ingredienti per 4 persone

360 grammi di riso
1 litro e mezzo di brodo vegetale
50 grammi di burro
1 cipolla tritata
50 grammi di prosciutto tagliato a julienne,
4 cucchiai di parmigiano grattugiato,
2 cucchiai di miele Mielizia millefiori dell'Appennino,
olio extravergine di oliva,
vino bianco,
sale e pepe q.b.

Far bollire il brodo. In una casseruola far soffriggere dolcemente la cipolla con un po’ di olio extravergine di oliva, aggiungere il riso tostandolo. Aggiungere il vino bianco e poi il brodo poco alla volta e lasciar cuocere il riso mescolandolo a fuoco lento. al termine della cottura aggiungere il parmigiano, il miele e il burro unendo poi il prosciutto mantecando bene il composto.


Ricetta pubblicata nella newsletter di QBSPACE del 17 Aprile 2009.

domenica 19 aprile 2009

Cupett di Busto




Le Copate, dall'arabo qubbait, è un dolce fatto con le mandorle. Si tratta di dolcetti d’origine medioevale, diffusi con vari nomi in tutte le regioni d'Italia. Anche l'ingrediente principale, oltre alle mandorle cui allude il nome, varia da zona a zona: pinoli, nocciole, noci.


CUPETT di BUSTO
Ingredienti per 6 persone

300 grammi di miele d’acacia
200 grammi di gherigli di noce
50 grammi di nocciole sgusciate
200 grammi di scorza d’arancio e di cedro candite
18 cialde

Tritare grossolanamente le noci e le nocciole e tagliare a pezzi le scorze candite. Formare un impasto con il trito di noci, nocciole, i canditi e il miele. Mettere in una piccola casseruola, se possibile di rame, e far cuocere a fuoco medio fino a che il miele inizia a caramellare. Togliere dal fuoco e disporre l’impasto a mucchietti sulle cialde. Lasciare raffreddare e servire.


Nelle ricette più antiche, questi dolcetti hanno due cialde, una sotto e una sopra. Spesso si aggiunge un albume montato a neve non appena il miele comincia a bollire. In alcuni ricettari più recenti, al miele si aggiunge una piccola quantità di zucchero.


Ricetta pubblicata sulla newsletter di QBSPACE di Venerdì 10 Aprile 2009.

Fonte: www.buonalombardia.it

sabato 18 aprile 2009

Filastrocca degli Uccelli



Siamo gli uccelli, abbiamo ali
Siamo diversi e siamo uguali
Parliamo lingue che non conosci
Ma con accenti che riconosci
Tu ti diverti coi nostri suoni
Le nostre piume per te sono doni
E se potessi seguirci in volo
Ti sentiresti meno solo
Il mondo è grande, ovunque andiamo
Troviamo amici e li rincontriamo
Però dobbiamo stare attenti:
Abbiamo nemici, li senti?


Fonte
Amica Terra - Edizioni Fatatrac

venerdì 17 aprile 2009

Dedicato a Gianni



Esattamente 5 anni a questa stessa ora veniva celebrata una tappa importante del nostro cammino insieme.
Volevo trovare qualcosa di speciale per Te e Ligabue mi é venuto in aiuto: TI AMO.

giovedì 16 aprile 2009

Filastrocca della pioggia



Giorno bagnato, giorno di festa
Danza la pioggia sulla mia testa
Scende sul naso, scende sul viso
Acqua impregnata di paradiso
E guardo in alto e guardo in basso
Seguo la danza passo per passo
Sento la pioggia che mi accarezza
Scivola via con la stanchezza
Giorno di festa, giorno bagnato
Guardami mamma: sono lavato.


Fonte
Amica Terra - Edizioni Fatatrac

mercoledì 15 aprile 2009

Sancarlin

Dalla notte dei tempi, Io sono una cliente abituale del Circolo Familiare Arte e Cucina di Carnago e sempre dalla notte dei tempi sono rimasta stregata da una soffice crema di formaggio che viene servita come antipasto. Ho pregato ed implorato Emanuela (la Padrona di Casa :-D) di darmi la ricetta, ma Lei non si é mai fatta commuovere finché, l'Universo non ha voluto, dopo numerose peripezie e ricerche, che anche a me fosse svelato questo segreto varesotto ed Io ora lo svelo a Voi!

SANCARLIN




1 chilo di formaggina (tipica robiola varesotta quadrata di latte vaccino) oppure robiola
1 spicchio d'aglio tritato
una manciata di prezzemolo tritato
una punta di pepe
sale quanto basta
un cucchiaio di panna (se la formaggina o la robiola è eccessivamente magra)
un cucchiaio di parmigiano

Impastare tutti gli ingredienti a freddo e metterli in una terrina. Lasciar stagionare per una quindicina di giorni


Questa ricetta é stata pubblicata anche su QBSPACE nella newsletter uscita il 3 Aprile 2009.


Fonti
I nostri nonni mangiavano così - Polenta e Bruscitti - Macchione Editore
www.rasaonline.it

martedì 14 aprile 2009

Pollo al Limone con Patate Fra Martino

Ospiti a sorpresa e Voi avete in frigo solo petto di pollo e patate? No problem! Arriva in soccorso per Voi questa ricettina facile-facile da cui ho preso spunto da La Cucina Italiana e da Frate Indovino :-D e che ho pubblicato anche su QBSPACE nella newsletter uscita il 27 Marzo 2009.

POLLO AL LIMONE CON PATATE FRA MARTINO


Ingredienti per 6 persone
1 chilo di petti di pollo
500 grammi di patate
4 limoni non trattati
trito aromatico (timo, rosmarino, maggiorana)
aglio
prezzemolo
brodo di verdura
vino bianco secco
olio d'oliva
sale
pepe nero in grani

Procedimento per il pollo
Lavate molto bene i limoni, poi riducetene tre a spicchi. Riducete i petti di pollo a bocconcini che raccoglierete in una teglia (che possa passare dal forno alla tavola) insieme con gli spicchi di limone, un filo d'olio, pepe macinato e il succo del limone rimasto. Coprite con un foglio di pellicola, tenete in fresco (non in frigo) per 6 ore, quindi infornate a 190° per circa 50', salando durante la cottura. Alla fine, togliete la carne, portate la teglia su fuoco vivo, unite mezzo bicchiere di vino e fate bollire in modo che il tutto si restringa a salsina; aggiungete di nuovo la carne, cospargetela di trito aromatico, mescolate e servite immediatamente.

Procedimento per le patate
Si sbucciano e si tagliano a cubetti le patate e si fanno soffriggere in un bicchiere d'olio d'oliva; si condiscono con un trito d'aglio, prezzemolo, sale e pepe. Si mescola bene, si copre tutto con brodo caldo e si passano al forno, dove devono cuocere lentamente. A preparazione ultimata il brodo dovrà essere completamente consumato.

giovedì 9 aprile 2009

Venerdì Santo

Oggi per i cristiani é la ricorrenza della morte del Cristo.
Oggi é il momento di meditare il mistero.
Oggi é il momento di pregare per tutti coloro che in questo triste periodo stanno vivendo nelle loro vite la Via Crucis.

mercoledì 8 aprile 2009

Cairate e le sue Stelle



2° CONCORSO FOTOGRAFICO
“Cairate e le sue Stelle”
REGOLAMENTO
La Pro loco di Cairate istituisce il concorso fotografico “Cairate e le sue Stelle”; le stelle potranno essere individuate tra personaggi, monumenti o caratteristiche particolari riguardanti il nostro Comune. Le foto devono avere come soggetti immagini scattate rigorosamente all’interno del territorio cairatese. Ogni partecipante può presentare non più di 3 fotografie; la dimensione massima è di 20X30 cm. Le fotografie vanno inserite in una busta assieme al foglio di partecipazione debitamente compilato. Sul retro di ogni fotografia va scritta solamente la lettera A, B o C alla quale si riferiscono titolo, luogo e descrizione riportati nella scheda di partecipazione. Possono partecipare al concorso sia i residenti del Comune di Cairate che i non residenti.

La giuria valuterà le fotografie che saranno divise in due categorie:

1. CATEGORIA JUNIOR (fino ai 14 anni)
2. CATEGORIA SENIOR (dai 15 anni)

La giuria è composta dal Consiglio della Pro Loco, da operatori competenti nel settore fotografico, designati dal consiglio stesso, e da un esperto designato dalla
Amministrazione Comunale.

Per ogni categoria saranno scelti 3 vincitori, ai quali andranno i seguenti premi:

CATEGORIA JUNIOR (fino ai 14 anni)
1. MACCHINA DIGITALE
2. BUONO STAMPA DI €100,00
3. BUONO STAMPA DI €50,00

CATEGORIA SENIOR (dai 15anni)
1. MACCHINA DIGITALE
2. BUONO STAMPA DI €100,00
3. BUONO STAMPA DI €50,00

Le foto verranno valutate in base a :

􀂃 bellezza ed armoniosità dell’elemento ritratto;
􀂃 capacità dell’elemento ritratto di rappresentare il territorio.

Il materiale fotografico sarà utilizzato per la realizzazione di una mostra a tema.
Con la partecipazione al Concorso, l’autore dichiara di possedere tutti i diritti delle opere presentate, la totale originalità e paternità intellettuale delle stesse e che tali opere potranno essere utilizzate dalla Pro loco di Cairate senza ulteriore autorizzazione, con il solo obbligo di citazione dell’autore, sollevando gli organizzatori da ogni responsabilità, anche nei confronti di eventuali soggetti raffigurati nelle fotografie. Il materiale consegnato non verrà restituito e rimarrà comunque di proprietà della Pro loco di Cairate.
Ai sensi del D.Lgs 196/03 e successive modificazioni, con la propria partecipazione si esprime il consenso al trattamento dei dati personali nei limiti e nelle finalità del concorso nonché all’eventuale utilizzo delle fotografie per scopi promozionali e culturali, mediante la pubblicazione su internet, mezzi stampa, manifesti in occasione di particolari eventi, calendari,etc…
Il trattamento dei dati avverrà in conformità al D.Lgs. 196/03.
Il concorso verrà effettuato solo con un minimo di 10 partecipanti per categoria. Le schede di partecipazione possono essere scaricate dal sito www.prolococairate.it, saranno inoltre disponibili in versione cartacea presso la Biblioteca di Cairate e le
Scuole del Comune.
LE FOTO E LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE VANNO CONSEGNATE ENTRO E NON OLTRE IL GIORNO 31/05/2009 PRESSO LA BIBLIOTECA DI CAIRATE O LE SCUOLE DEL COMUNE.
PER INFORMAZIONI VISITARE IL SITO WWW.PROLOCOCAIRATE.IT.

martedì 7 aprile 2009

Canto Notturno dei Navajo



A Tsegihi,
nella casa fatta d'alba,
nella casa fatta della luce della sera,
nella casa fatta della nube più scura,
nella casa fatta di pioggia,
nella casa fatta di fitta nebbia,
nella casa fatta del polline che porta frutti,
nella casa fatta di cavallette,
dove l'oscurità delle nubi vela la porta,
dove sull'arcobaleno la via conduce a Te,
dove la traccia a zigzag del fulmine sta in alto,
O Divinità!
Nei tuoi mocassini di scura nube, vieni a noi,
accompagnato dal tuono sopra di Te, vieni a noi,
nubi di pioggia sotto i piedi,
l'arcobaleno sopra di Te, vieni a noi,
Circondato dai guizzi dei fulmini.
Io ho preparato un'offerta per Te,
io Ti offro il fumo del mio fuoco.
Dona nuova forza ai miei piedi.
Dona nuova forza alle mie gambe.
Dona nuova forza al mio corpo.
Rinnova il mio spirito.
Prendi la malattia da me.
Tu l'hai presa da me,
molto lontano da me Tu l'hai portata.
Colmo di gioia io sento
come la mia forza ritorna,
i miei occhi non sono più cupi,
la mia mente é chiara,
posso di nuovo utilizzare le mie membra.
Tu hai preso da me la malattia
ed io posso di nuovo camminare.
Possa io camminare senza dolori.
Possa io camminare felice.
Com'era prima, possa io camminare.
Possa io camminare lieto sotto la nube di pioggia.
Possa io camminare gioioso nella pioggia rinfrescante.
Possa io camminare sul sentiero del polline che dona la vita.
Possa io camminare colmo di gioia.
Come prima io desidero camminare.
Bellezza sia davanti a me.
Bellezza sia dietro a me.
Bellezza sia sopra di me.
Bellezza sia sotto di me.
Bellezza sia intorno a me.
In bellezza è compiuto.

A tutti coloro che in questo momento stanno soffrendo.

lunedì 6 aprile 2009

E' arrivato il taccuino Memoriae la "Mia Cucina"

Come dare un tocco di colore alla propria giornata?
Con un taccuino Memoriae!!!



Oggi il postino é stato accolto con giubilo: é arrivato il mio taccuino Memoriae la "Mia Cucina"



eccolo qui!!! Pronto per essere inaugurato per il mio prossimo viaggio nei sapori... ma di questo vi parlerò più avanti :-D così da poter conservare tutte le buone idee e le astuzie culinarie!

Più lo guardo, più mi piace e sarà senz'altro un'idea regalo nella pratica confezione da due taccuini!




Inoltre la Quo Vadis da la possibilità a tutti coloro che hanno un blog di ricevere gratuitamente un taccuino Memoriae e dare la propria opinione! Basta inviare l'indirizzo del blog a servizio.consumatori@exacompta.com ed in un batter di ciglio il postino suonerà il vostro campanello!!!

domenica 5 aprile 2009

Il Dono

Questo video l'ho trovato sul blog arkaura e lo dedico a tutti coloro che sono in cammino verso la propria identità.

il dono

sabato 4 aprile 2009

Viaggi nella materia



Ricevo e divulgo con assoluto piacere quest'appuntamento con l'arte in un laboratorio creativo che merita una visita per l'atmosfera magica che riesce a donare al visitatore.

Il Laboratorio d’arte
“ La tana delle costruzioni ”
di Mariafrancesca Rognoni e Sara Russo con Laura Sangiorgi

Domenica 5 aprile, ore 17:00

V'invita

all’inaugurazione della mostra

“Viaggi nella materia” Gianni Ferazzini & Simone Rossi
dal 5 al 26 aprile

e presentazione corsi e attività dell’anno 2009

Ore 18:00 aperitivo musicale con
Piero Costa (chitarra e voce) Roberto Gelmetti (tromba) Luca Muselli (flauto) Renato Cauzzo (percussioni)

Inoltre… Domenica 19 aprile “La tana delle costruzioni” sarà presente alla “Festa di primavera” nel Parco Spech di Vedano Olona Domenica 26 aprile ore 15:00–16:45 laboratori creativi per bambini, è necessario prenotare.

Per gruppi e scolaresche visite guidate con laboratorio a tema.
Via Papa Innocenzo XI, n.32
VEDANO OLONA (VA)
Per info: Tel. 3470794013 / 0332402239 / russosara@interfree.it

Foto: www.varesenews.it

venerdì 3 aprile 2009

Rifiuto con Affetto



Durante la mia visita alla fiera "Fà la cosa giusta" di Milano, sono venuta a conoscenza di "Rifiuto con Affetto" un progetto di Publink, un gruppo artistico formato da: Roberta Bruzzechesse, Maddalena Vantaggi e Maria Zanchi. L'obiettivo del gruppo è indagare le potenzialità del linguaggio dell'arte, esplorando i limiti tra lo spazio pubblico e privato, tra collettività e individuo, nel quotidiano e ritenendo la loro attività importante per sensibilizzare la società ad uno stile di vita consapevole, mi sto attivando per divulgarne il più possibile la conoscenza.
Chi una volta nella vita non ha detto “Mi dispiace buttarlo via?”. Ciò significa che esiste una tendenza diffusa a gettare nella spazzatura oggetti ancora utilizzabili. Rifiuto Con Affetto rimette in circolazione tali oggetti salvandoli dalla discarica e dalla distruzione: se qualcuno li rifiuta con affetto qualcun altro se ne può riaffezionare. Ciò che è inutile per una persona diventa utile per un’altra. RCA stimola una riflessione sullo spreco e sul gesto quotidiano del “gettare nella spazzatura”, mette in evidenza l’importanza di un “rifiuto” critico e consapevole.
Il progetto agisce attraverso il cassonetto RCA. Dotato di ante scorrevoli trasparenti e di interni suddivisi in mensole, permette di posizionare al suo interno gli oggetti “rifiutati con affetto”. Attingendo dall’idea di vetrina, si vuole creare una nuova relazione tra l’interno e l’esterno del cassonetto : l’azione del “buttar via” e quella del “rovistare” si trasformano in un “lascia e prendi”. Il luogo del “rifiuto” per eccellenza diventa punto di scambio tra oggetti che riacquistano utilità e occasione di incontro tra persone che si “riaffezionano”.
Posizionato per le strade delle città o negli spazi pubblici (biblioteche, scuole, centri di aggregazione, ecc…), il cassonetto RCA è un armadio pubblico a disposizione di tutti i cittadini.
RCA sensibilizza la cittadinanza ad una nuova abitudine, quella del rifiutare con affetto. Lo studio di una comunicazione specifica per ogni situazione è necessario a trasmettere in maniera efficace gli obiettivi e le modalità di utilizzo del cassonetto.
Parallelamente alla diffusione del materiale informativo, si favorirà la creazione di una rete di collaborazioni con le realtà presenti sul territorio che diverranno parte fondamentale nella gestione del progetto.
Rifiutare con affetto e riaffezionarsi significa:
_ diminuire la quantità di rifiuti destinati all’incenerimento o all’accumulo in discarica
_ allungare il ciclo di vita di un oggetto, incentivando un uso più sostenibile delle risorse
_ rimettere in circolazione un bene ancora utile, evitando il consumo di materie prime per la produzione di uno nuovo.
Incoraggiando i cittadini alla pratica del riuso e del riutilizzo, RCA agisce in pieno rispetto delle quattro priorità, introdotte nel 1997 dal Decreto Ronchi (http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/97022dl.htm), oggi sintetizzate nella "Politica delle 4 R": Riduzione della quantità dei rifiuti prodotti; Riutilizzo dei materiali post-utilizzo; Riciclaggio dei materiali post-utilizzo; Recupero energetico a partire dai rifiuti.
RCA è una risposta concreta all’esigenza di molti comuni di sviluppare una progettualità attenta alle problematiche ambientali. Rifiutare con affetto e riaffezionarsi, sono “buone pratiche”, abitudini necessarie in quelle comunità che intendono mettersi in gioco e creare un nuovo modello di società più ecologica e sostenibile.

mercoledì 1 aprile 2009

Il Tamarindo, il Pollo e Raffaele

Raffaele usa nel suo linguaggio culinario il tamarindo come il prezzemolo sposandolo bene nella sua fantasia creativa anche con il gelato.

Ma chi é o cos'é il tamarindo?

Ponendomi questa domanda ed andando alla ricerca della risposta mi si è aperto un mondo! :-D



Il Tamarindo indica é una pianta arborea, molto longeva, sempreverde, appartenente alla famiglia delle leguminose, originaria del Madagascar e poi diffusasi nelle altre aree tropicali e non. Gli Arabi lo chiamarono Tamar hindi da "Tamar", dattero e "hindi", indiano. Può raggiungere anche i 30 metri d'altezza e un diametro di 7. E' un albero maestoso, i suoi rami dal fogliame leggero sono ricadenti come quelli del salice piangente.
Le foglie pennate sono verde lucido sulla parte superiore e verde pallido in quella inferiore. I fiori, grandi, irregolari, profumati, giallo-verdastri sono riuniti in infiorescenze. Il frutto è un legume pendulo color nocciola, incurvato e lungo da 10 a 15 cm, che contiene polpa e semi duri.

Il cuore del legno del tamarindo, grazie alla sua durezza, é usato per fare mobili e soffitti; le foglie sono usate in India e in Africa per nutrire i bachi da seta, che così producono una seta di migliore qualità; inoltre, foglie e fiori trovano applicazione nei mordenti per tingere stoffe, cuoio e cappelli di paglia. In molte zone dell'India gli alberi di tamarindo, dei cui frutti sono ghiotte le scimmie, sono comunemente usati per ombreggiare le strade.

Il sapore di questa spezia appiccicosa é strano, insieme dolce e fruttato, acido e molto rinfrescante. Si utilizza il tamarindo come si servirebbe del limone, cioé per aromatizzare e acidificare i cibi. La polpa dei frutti acerbi é molto aspra ed é quindi adatta a piatti salati, mentre i frutti maturi sono più dolci e possono essere usati per dessert, bevande o spuntini. Questa polpa é usata come spezia sia nella cucina asiatica quanto in quella latino-americana, in particolare caratterizza il sambhar, la tradizionale e gustosa zuppa indiana di lenticchie e verdure. La polpa fresca privata dei semi si trasforma in confettura o in composta. Il succo di tamarindo rientra nella preparazione di sorbetti e bevande rinfrescanti. Nella cucina occidentale è un componente importante della famosa salsa Worcester.

Questa spezia contiene molta vitamina C, zuccheri, minerali, in particolare calcio, ferro e potassio. In India é usato nella medicina Ayurvedica per chi soffre di disturbi gastrici o digestivi e contro il mal di denti. Ha proprietà leggermente lassative, é utile per i disturbi intestinali; la marmellata di tamarindo è efficace contro le coliche dei bambini; sotto forma di tisana é usato nelle Filippine per curare le febbri reumatiche, la dissenteria e la malaria. Ottimo antisettico, è anche impegnato per bagni oculari e per curare le ulcere.

Ovviamente, la mi ricerca mi ha portato a scovare questa ricetta indonesiana

POLLO AL TAMARINDO



Ingredienti per 4 persone
4 fuselli di pollo
4 sovracosce di pollo
80 ml di concentrato di tamarindo
2 cucchiaini di coriandolo macinato
1 cucchiaino di curcuma macinata
2 spicchi d'aglio schiacciati
2 cucchiaio d'olio d'arachidi o di girasole
2 peperoncini rossi tritati finemente
6 cipollotti tritati finemente
olio per friggere

Togliete la pelle al pollo; quindi mettete i pezzi in una pentola e coprite d'acqua. Portate sul fuoco e fate sobbollire, coperto, per 15 minuti fino a cottura ultimata. Scolate e fate raffreddare. Preparate una marinata mescolando il tamarindo, il coriandolo, il cumino, l'aglio, versatela sul pollo e mescolate bene. Coprite e fate marinare in frigorifero per 8 ore. Scaldate l'olio in una padella. Unite il peperoncino e il cipollotto, quindi fate saltare a fiamma dolce per 3 minuti. Tenete da parte. Fate scaldare in una grande padella l'olio per la frittura. Unite il pollo e fatelo saltare a fuoco medio in tre turni per 5 minuti fino a che sarà ben dorato. Sgocciolatelo e mettetelo sulla carta da cucina; tenete in caldo. Servite il pollo accompagnato dalla salsa al peperoncino a parte.

Fonti
www.flickr.com
Spezie - Leonardo Publishing

Filastrocca della Terra



Terra che guidi e accompagni i miei passi
Terra farina, terra di sassi
Guarda lontano, e dimmi che c'è
All'orizzonte, dopo di me
Se il mio cammino sarà anche il tuo
Se il tuo cammino sarà anche il mio
Voglio sapere della tua storia
Che cosa resta nella memoria
Voglio sapere delle persone
Dov'è la casa di ogni nazione
Voglio sapere se anche un bambino
Diventa un frutto, ma prima é un semino
Voglio sapere di tutto e di più:
Guarda lontano e dimmelo tu.


Fonte
Amica Terra - Edizioni Fatatrac