lunedì 12 aprile 2010

Il Cuore di Esther

Alle volte la vita é strana ed imprevedibile, ti toglie certezze che al momento ti fanno urlare al cielo il tuo disappunto, ma poi ti guardi intorno e t'accorgi d'essere in posti magici che da sempre cercavi con anime belle che danno risposte alle tue domande.
Quando, anni fa, cominciai il mio percorso biodanzante, il mio insegnate d'allora, Ugo Rizzo, alla prima lezione ci disse: "La Biodanza é per molti ma non per tutti. Il percorso che state per intraprendere Vi farà comprendere la bellezza della vita e cosa si perde ad essere Anime tiepide." Un'Anima tiepida é il rospo bollito di cui parla Barbara. Dell'Anima tiepida ne parla anche il Santo Curato d'Ars: "Un'anima tiepida non è ancora totalmente morta agli occhi di DIO. In essa la fede, la speranza e la carità non sono ancora totalmente spente, ma sono: una fede senza zelo, una speranza senza fermezza, una carità senza ardore. L'anima tiepida ascolta la parola di DIO, ma spesso si annoia, l'ascolta con fatica, per abitudine come una persona che è convinta di saperne già abbastanza... L'anima tiepida è piena di buoni desideri,ma non modifica in nulla le sue cattive abitudini. Al mattino un'anima tiepida non si occupa del buon DIO e della propria salvezza eterna, ma pensa soltanto a lavorare molto... Quando fa qualche buona azione è solo per far piacere a qualcuno, per compassione o per essere ammirata. Non smette di frequentare i sacramenti di assistere regolarmente alle funzioni, ma lascia trasparire che il suo amore a Dio non è al primo posto nel suo cuore."
Il rumore del Mondo fà di tutto affinché l'essere umano sia un'anima tiepida e molti lo sono per tutta la vita senza nemmeno accorgersi, ormai sordi ed insensibili ai terremoti dell'anima, ma chi come me ha scelto, nonostante sia la strada più facile, di non esserlo e comprende che avere coraggio non é non avere paura, ma riconoscerla ed andare oltre, si trova immerso nella MERAVIGLIA. Sul sentiero della Meraviglia, Io ho incontrato Esther, una bellissima e solare donna, con cui ho il piacere di condividere l'amore per la cucina. Ho passato una bellissima settimana nella Sua cucina piena di colori profumati di chiacchiere fra amiche che confermano che tutto ciò che crei e fai con Amore ha poteri magici. Cucinare con Esther e quello che Rolando Toro definiva una vivencia ed é stata un'esperienza che mi conferma che sono sul sentiero giusto perché ogni cellula del mio corpo si é sentita onorata d'aver contribuito col proprio operato alla splendida settimana intensiva della Scuola dell'Opera e del Servizio. Vedendo la commozione di Esther al saluto finale agli alievi mi é tornato in mente questa frase "Il Sentire del Cuore ha sempre ragione." Grazie Esther per avermelo ricordato.






Tarte Tatin


200 g di farina
3 cucchiai di latte
100 gr. di burro
1 tuorlo
q.b. sale
1,5 kg di pere
150 gr. di burro
150 gr. di zucchero
q.b. succo di limone


Con farina, latte burro e l’uovo (solo il tuorlo) preparare una sfoglia di pasta brisée. Sbucciare le pere, dividerle in quarti o meglio, in ottavi e togliere il torsolo. Metterle in una terrina con acqua acidulata con succo di limone, altrimenti anneriscono. Prendere una teglia da 25 cm., imburrarla totalmente con grande abbondanza (uno strato di perlomeno due millimetri) usando tutto il burro e cospargerla completamente di zucchero, sul fondo e sui lati, formando uno strato consistente. Disporre gli spicchi di pera nella teglia, con delicatezza, senza smuovere lo strato di zucchero, uno vicino all’altro e leggermente sovrapposti, in modo da formare una corona. Continuare a riempire la teglia sino a riempire tutte le fessure ed a coprire tutto il fondo. Mettere la teglia sul fuoco dolce per circa 15 minuti e comunque sino a che non vedi affiorare leggermente le prime tracce di zucchero caramellato (cioè, bruno). Le pere devono cuocere un pochino, ma solo un pochino: non devono sfarsi. Spegnere la fiamma e coprire le pere con la sfoglia di pasta brisée, rimboccando leggermente tra le pere ed il bordo della teglia. Infornare a 180°, per circa 15 minuti, sino a quando la pasta prende colore. Tirare via la teglia dal forno, metterci sopra un piatto da portata e rovesciare.
La torta che va mangiata tiepida, se non la si serve subito, scaldarla prima di portarla in tavola, per qualche minuto.


Ricetta apparsa nella newsletter di QBSPACE di Venerdì 26 Marzo 2010.

4 commenti:

  1. ma è bellissimo quello che dici! ^_^ è simile a quello che ho tentato di esprimere io ieri nel mio ultimo post...forse pian piano sto smettendo di essere tiepida :)

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  2. Ogniqualvolta ho intrapreso un percorso di questo tipo, sia esso l'eutonia, la meditazione o la danzaterapia, ho avuto sempre un beneficio inimmaginato prima. Sono esperienze magnifiche che ti mettono o ti rimettono in contatto con l'essenza della vita. Altrimenti l'alternativa è l'anestesia del rospo bollito o la frenesia (che credo sia ancora peggio) di chi vive passando di ansia in ansia...

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  3. Carissime Daphne e Palmy, grazie delle Vostre riflessioni, vera polvere di stelle! :-DDD

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  4. dopo il tuocommento sul mio post qualcosa o qualcuno mi ha suggerito di fare una passeggiata nel tuo blog.
    Devo ringraziare io te, per le parole che doni e per le cose che dici.
    Meriti molto di più di una passeggiata breve.
    Desidero conoscere meglio i tuoi pensieri perchè finalmente ho trovato un posto dove fermarmi a pensare e a parlare al di fuori del 'rumore del mondo'.
    Ci vediamo prestissimo.
    Se me lo consenti, ti mando un abbraccio grande e silenzioso.
    anna

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